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La pancia felice: lo screening della microbiotica intestinale

Microbiota intestinale, nel nostro ateneo centro d'eccellenza e screening aperto a tutti i parmigiani: come partecipare

La pancia felice

di Anna Maria Ferrari

20 Luglio 2022,17:39

INTERVISTA A  Marco Ventura Professore in Microbiologia e responsabile del Microbiome Research Hub

È una delle frontiere più promettenti della medicina, una sfida per il futuro della nostra salute. Con i suoi oltre mille miliardi di batteri, virus, funghi e protozoi, il microbiota, la comunità microbica che abita il nostro corpo, può darci preziose indicazioni per comprendere, prevenire e curare gravi malattie. A Parma abbiamo uno dei massimi esperti mondiali del settore, Marco Ventura, docente di Microbiologia, ricercatore che ha scelto di rientrare dall'estero e che oggi guida uno straordinario staff di 17 professori dell nostro Ateneo. Un team di grandi esperti con un progetto pilota d'eccellenza: censire il microbiota dei parmigiani con più di 18 anni. Il progetto è rivolto a persone interessate a conoscere il proprio microbiota intestinale: gesto utile per se stessi e per la scienza.

Un centro d'eccellenza, unico in Italia, un fiore all'occhiello per la nostra Università. Quali i punti di forza?
«Il Microbiome Research Hub (MRH) è un centro interdipartimentale con un approccio multidisciplinare per studiare il microbiota. Sono coinvolti più gruppi di ricerca con competenze diverse e complementari (clinici, nutrizionisti, microbiologi, immunologi, neuroscienziati, oncologi, farmacologi, pediatri e veterinari). La composizione garantisce un approccio multidisciplinare che si declina in una forte spinta alla qualità scientifica e tecnologica. Inoltre, il MRH utilizza tecnologie all’avanguardia nel campo della metagenomica, della bioinformatica e della metabolomica, che consentono di analizzare in modo preciso e ad alta risoluzione la composizione delle comunità microbiche nonché le loro attività nel corpo dell’uomo o in altri ecosistemi complessi».


Qual è la mission del centro?
«Sensibilizzare attraverso la divulgazione scientifica per informare le persone, motivarle nelle scelte (di vita, alimentari, farmacologiche, diagnostiche, preventive), ma, soprattutto, aumentare la consapevolezza di ciascuno sull'importanza del microbiota, generando un clima positivo che consenta nuove politiche di salute pubblica».

L'importanza del microbiota per il benessere.
«È fondamentale per molte funzioni del corpo umano. Il metabolismo degli alimenti e la funzionalità di diversi farmaci sono largamente dipendenti dal microbiota intestinale. Non solo. Il benessere dell'apparato gastrointestinale, ma anche il corretto funzionamento del sistema immunitario sono influenzati dalla comunità microbica che abita nell'intestino. In questo contesto importanti disordini metabolici (ad esempio obesità, sindrome da intestino irritabile, diabete), diverse patologie (ad esempio malattie infiammatorie croniche intestinali, colite pseudomembranosa, malattie autoimmuni) e alcune forme di cancro sono associate ad alterazioni della composizione delle comunità microbiche che vivono a stretto contatto con il corpo umano».


C'è un legame tra cervello e microbiota?
«La ricerca nel campo delle neuroscienze sta vivendo una nuova stagione derivante dalla scoperta del ruolo del microbiota intestinale nella produzione di neurotrasmettitori coinvolti nello regolazione delle attività cerebrali».


Esiste una relazione tra microbiota e benessere anche negli animali?
«Come nell'uomo, il microbiota è coinvolto anche nel garantire il benessere e le principali attività metaboliche degli animali sia di allevamento che da compagnia. Ad esempio, nei bovini vari studi hanno evidenziato come la composizione del microbiota ruminale sia direttamente correlata con la qualità del latte prodotto e con l'efficienza di conversione della dieta in massa corporea».


Parma Microbiota è il progetto di punta del Centro.
«I progetti di ricerca sono diversi, ma particolarmente degno di nota è quello denominato “Parma Microbiota”. Lo scopo è delineare le possibili correlazioni tra il microbiota intestinale, l’alimentazione e la salute nella popolazione di Parma. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cariparma, è unico nel suo genere a livello italiano ed è confrontabile con iniziative simili, anche se più estese, condotte in Europa e negli Usa».


Quali gli obiettivi?
«Le ricadute di questo progetto saranno importanti per comprendere il ruolo svolto dal microbiota intestinale nel promuovere o meno lo stato di salute dell’individuo. “Parma Microbiota” rappresenterà un prototipo a livello nazionale ed europeo nell’introduzione di nuove metodologie basate sullo studio del microbiota nella politica di prevenzione a livello locale e fornirà una solida base per uno screening completo della popolazione di Parma rivolto alla precoce identificazione di possibili malattie infiammatorie intestinali. Lo studio ha ricevuto l’approvazione del Comitato Etico, è no profit e prevede un’analisi della composizione del microbiota intestinale, una valutazione del regime alimentare e una analisi dei parametri clinici legati allo stato di salute dell’individuo».


A chi si rivolge il progetto? State cercando persone da esaminare?
«Siamo nella fase di reclutamento che è rivolta alla popolazione di Parma e provincia con un’età uguale o maggiore di 18 anni, senza apparenti segni di sintomi gastrointestinali o sistemici suggestivi di malattia infiammatoria cronica intestinale o altre malattie. Chi vuole maggiori informazioni può contattare parma.microbiota@gmail.com. È un'opportunità interessante. Rivolgiamo un appello ai parmigiani affinché diventino protagonisti di questo progetto, consentendo lo studio del loro microbiota».

© Riproduzione riservata

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