salute
Se non esiste - e forse non esisterà mai - un modo per misurare la felicità, esistono però strumenti per rilevare l'infelicità, o meglio lo stress e l'ansia. A Parma si trovano nel Laboratorio di psicologia clinica, psicofisiologia clinica e neuropsicologia clinica del dipartimento di medicina e chirurgia dell'ospedale Maggiore, in via Volturno.
È uno dei sei centri di eccellenza riconosciuti dalla Biofeedback Federation of Europe, e uno dei pochi in Italia a possedere strumentazioni (del valore di circa 200 mila euro) in grado non solo di rilevare gli stati ansiosi, ma anche di impostare programmi terapeutici per risolverli.
L'accesso al laboratorio è al momento soprattutto per gli studenti universitari e per il personale medico sanitario. Ma non mancano casi, inviati dai medici convenzionati con l'Ausl, di persone che soffrono di vari disturbi di tipo organico (come amenorrea, iperidrosi, problemi dermatologici) che non sono causate da patologie, che non rispondono alle terapie mediche convenzionali e che si sospetta riconducibili ad ansia e depressione.
Non infrequente anche il caso di bambini che soffrono di patologie (come l'emofilia) che implicano uno stile di vita con diverse limitazioni, e per questo particolarmente stressante.
«Dopo il Covid, ad esempio, abbiamo visto e trattato 12 medici ospedalieri alle prese con l'ansia causata dalla pandemia e dalla quotidiana esperienza di morte» dice il responsabile del laboratorio, Carlo Pruneti, docente di psicologia clinica e psicopatologia generale dell'Università di Parma. Inoltre, il laboratorio ha avviato con l'ospedale San Giacomo di Piacenza un progetto sullo stress lavoro-correlato negli operatori sanitari: in 50 hanno aderito e dopo la fase di valutazione sono iniziati gli interventi per una migliore gestione dell'ansia.
Ma come si misura lo stress? «Per un primo screening dei pazienti, dopo colloqui individuali, che permettono l'osservazione diretta del soggetto e danno i primi indizi sul tipo di personalità, si passa a test standardizzati e a questionari aperti che danno informazioni sullo stile di vita e sulla storia di vita. Da qui, nel 75-80% dei casi, si va ai test strumentali, ed eventualmente anche alla richiesta di esami ematochimici» spiega Pruneti.
Gli esami strumentali, tutti non invasivi ed eseguiti sia a «riposo» che sotto stress indotto, testano - spiega Sara Guidotti, dottoranda di ricerca del laboratorio - parametri come la sudorazione, il battito cardiaco, la temperatura periferica, la tensione muscolare, la frequenza e l'ampiezza respiratoria tramite elettrodi posizionati su polpastrelli, lobo dell'orecchio, fronte e vita.
La valutazione è sia psico-fisiologica che clinico-psicologica, anche con il supporto di psicologi. Solo dopo l'interpretazione dei risultati, viene formulata la proposta di terapia. «Se lo stress deriva da un trauma, possiamo proporre una psicoterapia. Se ci sono alterazioni di personalità, è opportuna una consulenza psichiatrica che può portare, ad esempio, al supporto farmacologico», spiega Guidotti.
Nei casi meno complessi, è lo stesso laboratorio ad impostare un programma di bio-feedback con sedute di rilassamento che insegnano tecniche - ad esempio di respirazione o di training autogeno - per contenere ansia e stress.
Le tecniche si avvalgono delle stesse strumentazioni usate per misurare lo stress, con l'ausilio di video al computer che mostrano al paziente visualizzazioni del proprio stato mentale. C'è, ad esempio, la mongolfiera in aria: se il paziente respira correttamente e riesce a normalizzare il battito cardiaco e/o la sudorazione, la mongolfiera si alza in alto fra le nuvole. Diversamente, scende di quota. Oppure ci sono le montagne russe: quanto più il soggetto riesce a rilassarsi, tanto più il gioco prende forza e velocità: in caso contrario l'ottovolante resta statico. Le visualizzazioni per i bambini includono invece cartoon e personaggi infantili.
«In media un percorso terapeutico dura dai dieci a ai venti incontri», dice Pruneti. I risultati sono buoni, specialmente - dice Guidotti - se il paziente continua ad allenarsi a casa sulle tecniche di rilassamento.
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