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SALUTE

Artrosi, le terapie infiltrative contro il dolore di muscoli e ossa

Per quali patologie sono indicate, cosa viene iniettato

Artrosi, che osso duro!

19 Novembre 2023, 15:43

Curare i dolori muscolari e ossei con le «punture» o, in termini più corretti, con le infiltrazioni. Una frontiera terapeutica che negli ultimi anni ha avuto grande sviluppo e che presenta grandi potenzialità. Se ne è parlato a Parma a metà ottobre al convegno nazionale della sezione di Radiologia muscolo-scheletrica della Società italiana di radiologia medica e interventistica, dal titolo «Il dolore muscolo-scheletrico non traumatico: imaging e terapie infiltrative», incontro al quale hanno partecipato 700 specialisti.

Tema centrale, spiega il presidente del convegno, Massimo De Filippo, direttore della Radiologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, è stato «la diagnosi radiologica delle patologie articolari responsabili di dolore e di deficit funzionale e il trattamento percutaneo con terapia infiltrativa guidata dall’ecografia».

Perché l'ecografia è così importante nella terapia infiltrativa?

La terapia infiltrativa più efficace e sicura deve prevedere l’utilizzo della guida ecografica, soprattutto per le articolazioni complesse come la spalla, il gomito, il polso, l’anca e la caviglia. Con l’ecografia è possibile guidare l’ago con estrema precisione nella cavità articolare o nelle borse sinoviali periarticolari (a seconda del “bersaglio” della terapia) per depositare la sostanza terapeutica. L’infiltrazione eseguita “a mano libera” espone il paziente al rischio del fallimento della procedura, ovvero all’inefficacia terapeutica e spesso anche all’aggravamento del dolore.

Quali sono le sostanze iniettate?

Il trattamento infiltrativo locale è indicato sia nei processi infiammatori acuti, con dolore e limitazione funzionale, con una bassissima dose di cortisonico, sia in patologie degenerative delle articolazioni non in fase dolorosa, con farmaci condroprotettori, ovvero l’acido ialuronico.

Quali patologie traggono beneficio dalla terapia infiltrativa?

Le più frequenti patologie d’utilizzo sono: artrosi; artriti infiammatorie (non infettive); tendiniti, peritendiniti e tenosinoviti; borsiti; fasciti; fibrositi-fibromialgie; sindromi radicolari.

Cortisonici: quando sono indicati e che effetti hanno?

Le infiltrazioni con cortisonici hanno lo scopo di trattare lo stato infiammatorio dell’articolazione e hanno un effetto temporaneo nei casi di degenerazione artrosica, mentre possono avere un effetto curativo nei casi post traumatici e nelle infiammazioni acute e croniche. Molto spesso si associa un anestetico locale per amplificare l’effetto antalgico dell’infiltrazione. Nei casi di patologia degenerativa si possono eseguire prima di iniziare un ciclo di infiltrazioni con acido ialuronico. Nell’artrosi grave, nei pazienti non operabili per ragioni legate allo stato di salute generale, le infiltrazioni con cortisonico hanno un effetto palliativo analgesico.

Quando è invece indicato l'acido ialuronico?

Lo scopo delle infiltrazioni con acido ialuronico è duplice: antinfiammatorio e “lubrificante”. L’acido ialuronico infatti è un componente essenziale del liquido sinoviale, un fluido viscoso che lubrifica normalmente le articolazioni e le protegge dall'usura e dal logorio. Negli stati infiammatori tipici delle fasi iniziali dell’artrosi l’equilibrio articolare alterato causa anche un’alterazione del contenuto di acido ialuronico e quindi riduce la capacità lubrificante del liquido articolare. Esistono sul mercato molteplici tipologie di acido ialuronico con differente peso molecolare e quindi con differente viscosità. La scelta del tipo di sostanza dipende dal problema del paziente.

Quali sono gli effetti collaterali dell'acido ialuronico?

Nella letteratura scientifica non sono stati riportati effetti collaterali dell’acido ialuronico quando infiltrato correttamente in articolazione; l’infiltrazione a mano libera invece espone il paziente all’elevato rischio di deposizione all’esterno dell’articolazione della molecola, con conseguente inefficacia terapeutica e infiammazione periarticolare che spesso peggiora il dolore. Da qui la necessità di ricorrere alla guida ecografica.

Anche i cortisonici presentano dei rischi?

L’infiltrazione eco-guidata di cortisonico nella singola articolazione è più efficace e sicura della terapia cortisonica prolungata assunta per bocca.

Ci sono soggetti per i quali la terapia infiltrativa è sconsigliata o controindicata?

I cortisonici sono generalmente ben tollerati dalla stragrande maggioranza della popolazione, fatta eccezione per i soggetti con specifiche allergie; i pazienti diabetici possono anch’essi giovarsi di questa terapia infiltrativa, dato che il farmaco permane prevalentemente in articolazione e solo una minima quantità di questo si diffonde per via sistemica. Nei pazienti diabetici tuttavia l’indicazione all’infiltrazione articolare di cortisonico deve essere valutata e condivisa dallo specialista che esegue l’infiltrazione e da colui che ha in cura il diabete.

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