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SALUTE E BENESSERE

Allergie, sonno, dieta: come affrontare la primavera

Più sole, ma anche più stress: alleviare i disagi del cambio di stagione

Allergie, sonno, dieta: affrontare la primavera

di Gianfranco Beltrami

25 Marzo 2024, 15:24


L'arrivo della primavera presenta tanti effetti positivi: le giornate si allungano, aumentano le ore di luce, si spengono i riscaldamenti e si può vivere di più all’aria aperta.

Ma per diverse persone, più influenzabili dalle condizioni meteorologiche, dai cambi repentini di temperatura e di clima, il cambio di stagione rappresenta un periodo in cui si possono sviluppare diverse reazioni e manifestare sintomi fastidiosi. Ovviamente si tratta di uno stato passeggero, che però può rendere difficoltose le attività di tutti i giorni, compreso il lavoro.
I cambi di stagione rappresentano una fase delicata per il benessere fisico ed emotivo e possono in alcuni casi accompagnarsi a sonnolenza, stanchezza, mancanza di voglia di fare, apatia e irritabilità, instabilità emotiva, tensione nervosa, sbalzi d’umore, disturbi del sonno, cambiamenti dell’appetito.

Le cause di questi disturbi non sono del tutto note, ma si ritiene possano essere legate a diversi fattori fra cui un impatto sui ritmi ormonali dell’organismo e del ciclo di sonno-veglia, che causano una sorta di “jet lag” stagionale.
Alcuni pazienti affetti da forme depressive ricorrenti possono risentire dello stress accumulato durante l’inverno, di una scarsa attività fisica e del consumo di alimenti infiammatori, situazioni che si riacutizzano nei cambi di stagione. La stanchezza primaverile si acuisce inoltre in coloro che si trovano già in una condizione di stress a causa di problemi personali o impegni professionali, in coloro che sono debilitati fisicamente per motivi di salute e in coloro che soffrono di allergie primaverili o di carenze nutrizionali.

Le temperature più miti, l’aumento delle ore di luce, così come alcuni cambiamenti nelle proprie abitudini di vita, possono anche avere ricadute negative sul riposo notturno. Spesso si acuiscono i disturbi del sonno in chi già ne soffre ma anche chi di norma dorme bene può riposare peggio. Questo perché, quando le giornate si allungano e il clima è più favorevole, si tendono a sfruttare le ore di luce in più per fare attività fisica anche nelle ore serali, si passa più tempo fuori e si va a dormire più tardi. In questo modo si sottraggono ore al sonno se al mattino la sveglia rimane alla stessa ora.

Muoversi di più ed essere più attivi alla sera comporta inoltre una maggiore stimolazione della dopamina, il neurotrasmettitore della veglia. Mantenendo accesi più a lungo i centri della veglia, sarà poi più difficile accendere quelli del sonno, con il risultato che si farà più fatica ad addormentarsi.
La melatonina, che regola il ritmo sonno-veglia, viene prodotta soprattutto in risposta al buio. Se le giornate si allungano e si sta fuori fino a tardi in luoghi esposti alla luce artificiale, viene inibito il rilascio di melatonina, che va ad incidere sulla difficoltà ad addormentarsi.

Se si dorme meno la notte, inevitabilmente si è più stanchi al mattino, anche perché quando si dorme meno si può andare incontro a un ridotto funzionamento delle aree anteriori della corteccia cerebrale che comandano le funzioni esecutive. Una delle funzioni principali del sonno è proprio quella di farle riposare, ma se non si dorme in maniera adeguata queste zone non si ricaricano in maniera ottimale si è più irritabili, si ha minore capacità di controllare gli impulsi e le emozioni e di operare scelte rapide ed efficaci.

Altro capitolo è quello delle allergie primaverili: il cambio di temperatura e l’aumento della pressione atmosferica, legati alla fioritura di alcune specie di piante e alla circolazione dei pollini tipici della primavera, possono scatenare reazioni allergiche caratterizzate da sintomi acuti fra cui disturbi respiratori (come tosse o rinite), oculari (come congiuntivite), orticaria, disturbi gastrointestinali che possono causare stanchezza e irritabilità, a volte accentuate dalle terapie antiallergiche.


Cosa si può fare per mitigare e ridurre i sintomi tipici di questo periodo di passaggio stagionale?
Innanzitutto aver cura del proprio stile di vita principalmente con una dieta varia, equilibrata e ricca di nutrienti ed una buona idratazione che possono aiutare a prevenire la stanchezza e l’apatia tipiche di questo periodo.
Bisogna privilegiare alimenti freschi, sani e poco lavorati, ricchi di fibre e grassi “buoni” ad attività antiinfiammatoria (come quelli presenti nel pesce e nella frutta secca) con assunzione di carboidrati complessi fra cui cereali integrali e legumi, evitando zuccheri e dolci ed inserendo nel menù giornaliero tanta frutta e verdura di stagione, che forniscono vitamine, sali minerali e antiossidanti utili per rafforzare il sistema immunitario e contrastare l’infiammazione. No a cibi pesanti e grassi, che possono rallentare la digestione e causare sonnolenza.


Oltre a curare l’alimentazione è necessario dedicare il giusto tempo al sonno e al riposo, pur conducendo una vita attiva che comprenda una regolare attività fisica, trascorrendo più tempo possibile all’aperto possibilmente a contatto con la natura e la luce perché la vitamina D, prodotta dalla pelle in contatto con il sole, è fondamentale per il benessere psicofisico.
Inoltre, la primavera deve rappresentare un’opportunità per dedicare più spazio al tempo libero evitando le situazioni di stress, recuperando hobby ,vita sociale e attività gratificanti che consentono di contrastare più efficacemente gli sbalzi d’umore.

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