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Disponibili (ma poco richiesti) per over 65 e fragili i vaccini contro Fuoco di Sant'Antonio e pneumococco

Disponibili (ma  poco richiesti) per  over 65  e fragili i vaccini contro Fuoco di Sant'Antonio e pneumococco

20 Febbraio 2025, 19:40

Uno è indicato nella prevenzione dell’Herpes Zoster, contribuendo pertanto a controllare la riattivazione del virus Varicella Zoster. L’altro è fondamentale per proteggere da infezioni gravi, come polmonite e meningite, causate dal batterio pneumococco. Di queste due importanti vaccinazioni parliamo con Silvia Paglioli, direttrice del Servizio Igiene e Sanità Pubblica Asl.

Cosa si intende per Herpes Zoster e perché è importante la vaccinazione?
«Herpes Zoster è un virus della famiglia degli Herpes Virus, responsabile della malattia nota come fuoco di Sant’Antonio, lo stesso che causa anche la varicella. Generalmente, il sistema immunitario produce anticorpi sufficienti a bloccare la malattia, ma il virus può restare inattivo nel tessuto nervoso per anni o per tutta la vita. Si ritiene che la riattivazione sia legata ad un abbassamento improvviso delle difese immunitarie, in concomitanza con periodi di forte stress psicofisico, di terapie farmacologiche di immunosoppressione, chemio o radioterapiche, di malattie che colpiscono il sistema immunitario e in soggetti fragili con difese immunitarie deboli o compromesse come gli anziani. I sintomi dell’infezione includono: un’area cutanea eritematosa e ricoperta da vescicole come quelle della varicella, dolore bruciante o lancinante, febbre, prurito, mal di testa, spossatezza. In circa il 10% dei casi, dopo i 40 anni, alla manifestazione cutanea dello Zoster segue un dolore neuropatico definito nevralgia post-erpetica di difficile controllo farmacologico. La vaccinazione anti-herpes previene quindi lo sviluppo di Herpes Zoster e delle sue complicanze. Oltre il 90% della popolazione over 50 anni ha contratto il virus della varicella ed è pertanto a rischio, soprattutto in condizioni di fragilità che causano il calo immunitario».

A chi è raccomandato?
«Dal dicembre 2023 si è stabilito che deve essere utilizzato il vaccino glicoproteico del virus della varicella zoster, prodotto con tecnologia del Dna ricombinante, per persone a partire dai 65 anni di età e soggetti a rischio per patologie, tra le quali cardiopatie croniche, diabete mellito, patologie polmonari croniche, comprese le Bpco, soggetti in attesa o in corso di terapia immunosoppressiva, insufficienza renale cronica, trattamento dialitico, soggetti in attesa o trapiantati di organo solido, trapianto di cellule staminali emopoietiche (midollo osseo), patologie oncologiche e oncoematologiche, positività al virus HIV, singoli episodi complicati di Herpes Zoster e storia clinica di recidive. L’offerta gratuita del vaccino per i soggetti sani è prevista a chi ha compiuto i 65 anni a partire dal 1952».

Come funziona e quando farlo?
«La vaccinazione primaria con il prodotto ricombinante adiuvato (RZV) consiste di due dosi: una iniziale seguita da una seconda dose, dopo due mesi. Se necessario, la seconda dose può essere somministrata tra due e sei mesi dopo la prima. Per i soggetti che sono, o che potrebbero diventare, immunodeficienti o immunodepressi a causa di malattia o terapia e che trarrebbero beneficio da un programma di vaccinazione più breve, la seconda dose può essere somministrata da uno a due mesi dopo quella iniziale. Il ciclo non va mai ricominciato, ma completato. La vaccinazione può essere co-somministrata con altre vaccinazioni, in modo tale da favorire la protezione contro diversi agenti, per esempio la vaccinazione contro l’influenza o il Covid, che possono essere pericolosi per i soggetti fragili».

E la vaccinazione anti-pneumococcica da cosa protegge?
«La vaccinazione, offerta gratuitamente e attivamente agli over 65, protegge dalle infezioni provocate dai sierotipi di Streptococcus pneumoniae, un batterio Gram positivo di cui si conoscono 100 sierotipi distinti in base alla composizione polisaccaridica della loro capsula, che ne rappresenta il principale fattore di virulenza. Gli pneumococchi possono colonizzare le vie respiratorie umane, specialmente in inverno e all’inizio della primavera; non è raro riscontrare il batterio nel tratto respiratorio superiore (naso e gola) di bambini e adulti sani: si stima che il 20-60% dei bambini e il 5-10% degli adulti ne siano portatori. I sintomi correlati all’infezione da pneumococco sono: una malattia pneumococcica invasiva (batteriemia/sepsi, meningite, polmonite batteriemica) e una non invasiva (polmonite non batteriemica, otite media acuta, sinusite)».

A chi è consigliata la vaccinazione?
«Secondo il Piano regionale di prevenzione vaccinale 2023-2025, per i soggetti dai 65 anni, senza fattori di rischio, è prevista una singola dose con il vaccino coniugato attualmente disponibile. Nel caso in cui i soggetti adulti presentino condizioni di fragilità, alla vaccinazione con vaccino antipneumococcico coniugato 20 valente deve seguire una seconda dose dopo almeno otto settimane con vaccino polisaccaridico 23 valente. La seconda dose è prevista per soggetti in condizioni di fragilità. La vaccinazione può essere eseguita dai medici di medicina generale durante tutto l’anno e in occasione delle campagne vaccinali antinfluenzali».
Entrambe le vaccinazioni si possono prenotare al Servizio di Igiene e sanità pubblica dell’Ausl (telefono 0521-1794094, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17 e il sabato dalle 8 alle 12).



Silvia Paglioli
Direttrice del Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell'Ausl.

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