Il caso
La conferenza stampa di Virginia Chastra e Pietro Vignali
Il capogruppo di Forza Italia all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Pietro Vignali ha inviato alle Ausl di Bologna e Parma una diffida per riaprire le agende chiuse per diverse prestazioni sanitarie. «Abbiamo raccolto - dice - documentazione e testimonianze dirette a Bologna e Parma di cittadini che hanno fatto richiesta di prestazioni sanitarie a cui è stato risposto che non ci sono disponibilità. Le agende sono chiuse per diverse prestazioni. È una situazione illegale perché viola la legge 73 del 2024 che vieta alle aziende sanitarie di sospendere o chiudere le attività di prenotazione». Vignali ha inviato due Pec al direttore del Dipartimento Attività Amministrative Territoriali e Ospedaliere dell’Ausl di Bologna e al commissario straordinario dell’Ausl di Parma chiedendo di verificare lo stato effettivo delle agende, accertare le motivazioni delle chiusure ed esercitare il potere sostitutivo per far riaprire le agende. «In difetto di riscontro scritto entro 15 giorni - prosegue - mi riservo di attivare ulteriori strumenti di sindacato ispettivo compreso rivolgermi al Difensore civico. La mia attività di accertamento prosegue anche nelle altre realtà dell’Emilia-Romagna, sto verificando ulteriori segnalazioni giunte nel territorio dell’Ausl Romagna».
La direzione delle Aziende sanitarie di Bologna e Parma intervengono con una nota: "Non esistono agende chiuse nelle rispettive Aziende Usl. Concetto già espresso più volte e che ribadiamo con forza anche in questa occasione. E questo per evitare fraintendimenti su un tema delicato come quello delle liste d’attesa che rischiano di creare confusione tra i cittadini. Ricordiamo ancora una volta che il sistema di inserimento in pre-lista - se a questo si riferisce il consigliere - non ha nulla a che vedere con le «liste chiuse» bensì è una procedura - prevista dalla legge - per rendere più efficace il sistema di prenotazione in caso di affollamento delle liste. Risponderemo certamente alle Pec inviate dal consigliere ribadendo nuovamente questo concetto mentre consideriamo grave che siano state diffuse dichiarazioni che interpretano in modo errato il quadro normativo rischiando di disorientare i cittadini. Su un tema complesso e sensibile come le liste d’attesa, la chiarezza istituzionale è un dovere verso la comunità".
In serata la controreplica di Vignali: "Ci sono diverse conversazioni telefoniche con il CUP registrate che testimoniano che le liste sono palesemente chiuse e più di 20 testimonianze allegate all'esposto che ho depositato ai carabinieri dei NAS.
È ora di finirla con le bugie e di mettersi seriamente al lavoro per superare questi ostacoli: servono meno comunicati stampa giustificativi dei dirigenti e più liste aperte."
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