Ci siamo. Domani mattina iniziano i colloqui in presenza per l'esame di stato dell'emergenza covid. E i circa 1.800 ragazzi di Parma e provincia in queste ore stanno ripassando gli ultimi «capitoli», con la speranza che la commissione interna possa aiutarli in questa prova straordinaria. Ma cosa pensano i professori di questa nuova maturità? Poche luci e qualche ombra di troppo. Almeno secondo gli insegnanti impegnati, a vario titolo, in questo esame di Stato stravolto dall’emergenza Coronavirus.
I più critici sono i docenti delle materie che tradizionalmente prevedono una prova scritta, come italiano e matematica, stavolta condensate in una interrogazione di dieci minuti, basata su un elaborato preparato in precedenza dagli studenti.
Più in generale però, la critica ricorrente riguarda il ridotto valore di verifica dell’esame stesso, essendo stato privato delle sue incognite legate, ad esempio, al titolo del tema e alla seconda prova scritta.
LICEO MARCONI
Vincenzo Manfredi, insegnante di matematica del liceo Marconi, non usa giri di parole: «Più che un esame di stato si tratta di un palliativo - afferma il docente -. Una prova scritta di sei ore ha infatti un valore di verifica ben diverso rispetto a una interrogazione di dieci minuti basata su un elaborato preparato in precedenza. Andrò a interrogare degli studenti che conosco benissimo, quindi le incognite si ridurranno al minimo e il voto finale andrà a ricalcare esattamente la media dei voti dello scrutinio».
Anche la presenza di soli commissari interni non sarà di aiuto in questo senso. «L’unico commissario esterno è il presidente, ma di fatto ha soltanto una funzione burocratica - prosegue Manfredi -. Quindi si tratta di una mezza farsa, di una spesa francamente evitabile in questo periodo difficile anche a livello economico. Per carità l’esame va fatto e cercheremo di impegnarci per onorarlo, ma dal mio punto di vista cambierà poco o nulla rispetto a quanto visto durante l’anno scolastico».
ISTITUTO MELLONI
Lucia Poi insegna Economia aziendale (la vecchia ragioneria) al Melloni e assicura il massimo impegno per accertare le competenze dei singoli alunni. «Viviamo con un po’ di apprensione questa maturità - confessa - nonostante la scuola abbia predisposto un sistema di sicurezza efficiente a livello sanitario. E’ tutto molto insolito e strano. A causa della pandemia ci siamo dovuti abituare alla didattica digitale in brevissimo tempo, scoprendo metodologie didattiche nuove, perdendo però totalmente l’aspetto relazionale e affettivo. Ci si adatta a tutti, ma anche l’esame di maturità quest’anno è davvero sui generis».
Secondo Lucia Poi «forse si poteva evitare un esame di stato di questo tipo». «Non sarà certo questo orale - commenta - a fare la differenza. Probabilmente si è voluto salvaguardare la sacralità di questo passaggio, ma il fatto che non ci siano gli scritti rappresenta una bella differenza rispetto al passato. Da parte nostra durante i colloqui ci impegneremo al massimo per accertare le competenze di ogni alunno. E’ altrettanto vero che ogni commissione può dare un taglio diverso all’orale».
ZAPPA-FERMI
Lauretta Zanada, insegnante di italiano dello Zappa Fermi di Bedonia, è meno critica rispetto ad altri colleghi verso questa maturità d’emergenza. «Gli studenti si sono preparati al meglio - afferma la docente -. Non vedo una situazione molto diversa rispetto a quella che si viveva gli anni passati. E’ innegabile che ci siano meno incognite, ma è giusto mantenere la maturità perché si tratta di una procedura di ingresso nel mondo adulto. E poi dobbiamo garantire a questi ragazzi un po’ di normalità. In questi mesi, attraverso la didattica a distanza abbiamo fatto tutto quello che si poteva, ma il rapporto umano è mancato. Cerchiamo quindi di andare avanti con un atteggiamento sereno e propositivo. Dobbiamo valorizzare quello che abbiamo».
LICEO BERTOLUCCI
Alice Bellodi è una insegnante di Inglese del liceo Bertolucci. «La preparazione è stata molto simile a quella degli anni passati perché, anche se la maturità è profondamente cambiata nel suo complesso, a livello della materia di inglese non ci sono state grosse variazioni - precisa -. Sono convinta che la maturità sarà anche l’occasione per rivedere gli studenti dal vivo, salutarli al termine di un percorso durato cinque anni e vivere, per qualche ora, un piccolo ritorno alla normalità».
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