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La matematica delle donne

L'entusiasmo delle nove squadre alle Olimpiadi - I docenti Morandin e Saracco: «È una soddisfazione. Nel nostro Campus universitario tante ragazze hanno lavorato in una competizione sana»

La matematica delle donne

02 Febbraio 2025, 15:36

Il silenzio concentrato nell’aula S del plesso aule delle scienze del Campus si intrecciava con l’energia elettrizzante di una competizione dove ogni secondo conta. Era venerdì scorso, e Parma stava ospitando la nona edizione della Coppa Kovalevskaya, nell’ambito delle Olimpiadi di matematica. Nove squadre, ciascuna composta da sette ragazze provenienti da Emilia-Romagna e Lombardia, si sono sfidate per due ore, affrontando 21 problemi in totale.

L’evento, che si è svolto contemporaneamente in 25 sedi in tutta Italia, ha coinvolto oltre 230 squadre, rappresentando una tappa cruciale per qualificarsi alla finale nazionale delle Olimpiadi della matematica, in programma a Cesenatico a maggio. Le ragazze lavoravano fianco a fianco, discutendo strategie, verificando calcoli e trovando soluzioni. Nelle stanze a fianco, le compagne di scuola tifavano con entusiasmo. La tensione cresceva man mano che il cronometro avanzava. Quando il tempo è scaduto, un urlo di gioia ha rotto il silenzio. Le squadre si sono abbracciate, con sorrisi complici e lacrime di emozione a illuminare i volti. Le insegnanti osservavano la scena con sguardi fieri. Tra loro Simonetta Sandri, docente di matematica e fisica al liceo scientifico Ulivi di Parma, che ha commentato: «Le ragazze in genere sono brave, ma spesso non hanno voglia di mettersi in competizione. In questa occasione hanno trovato un motivo per capire che possono essere collaborative, che nel gioco sono agili e che possono competere. Sono felice di vedere che si sono divertite e che hanno scoperto di poter stare insieme e crescere nelle loro consapevolezze». E le ragazze non hanno potuto darle torto. «Potevamo fare di più - racconta Sara Fornari dell’ istituto Colombini di Piacenza - . Nonostante ciò la gara è stata bella, la squadra ha lavorato bene e ci siamo divertite. E’ stata un’esperienza di crescita, e quindi qualunque risultato va bene». Ad appoggiarla c’è anche Sofia Lanza del liceo Respighi di Piacenza: «Ha ragione Veronica, la competizione era tosta, ma il divertimento è stato tanto. Queste esperienze ci aiutano tanto a crescere e ci ispirano per il futuro. Amo e ho sempre amato la matematica, proprio per questo dopo le superiori vorrei fare ingegneria informatica». L’evento, organizzato dal dipartimento di Scienze matematiche, fisiche e informatiche dell’Università di Parma, con il supporto del piano lauree scientifiche, Parmalat e Zanichelli, è stato curato nei minimi dettagli dai docenti Francesco Morandin e Alberto Saracco: «E’ sempre una soddisfazione - afferma Saracco -. Oggi tante ragazze hanno lavorato in squadra in una competizione sana. Dopotutto, è un modo per ritrovarsi esercitando una passione in comune». «E’ proprio vero - confermano Beatrice e Lucrezia Carminati, due gemelle del Paolo Frisi di Monza -. Sono due anni che partecipiamo, e torneremo anche l’anno prossimo: è un bellissimo luogo d’incontro per noi appassionati». «Qui non c’è solo matematica, è un continuo scambio - confermano Rachele Maestroni e Francesca Passerini, due piacentine del liceo Gioia -. Certo, tutte siamo focalizzate sulla competizione, ma è bello a posteriori conversare e scoprirsi simili, condividere le aspettative sul futuro, su quello che vorremmo fare da grandi». La parmigiana Francesca Muto dell’ Ulivi vorrebbe fare Medicina: «La matematica è una passione, non sarà il mio futuro, ma sono contenta di aver partecipato». «Tutte noi ragazze dell’ Ulivi ci siamo trovate bene oggi - aggiungono le compagne di classe, Irene Beltrami ed Ester Maria Sorino -. Siamo arrivate a metà della classifica, forse speravamo di fare un pochino meglio, ma quando ti diverti tutto passa in secondo piano. Le avversarie erano gentili, il tempo durante la gara è volato. E’ stata proprio una bella giornata». La vittoria è andata alla squadra delle ragazze provenienti da Saronno: «Abbiamo fatto tantissimi allenamenti a scuola e oggi i nostri sforzi si sono visti sui risultati: abbiamo vinto, non potevamo aspettarci di più da questa gara», afferma Veronica Di Mauro. Alla faccia di chi dice che le materie Stem non sono cose per donne.

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