MUSICA
«Ho cinquant'anni di ricordi con lui, ma il più bello è di tutti quei Sanremo, in cui lui era qui e io lo chiamavo prima o gli mandavo dei messaggini, giocando e cercando di farlo ridere sull'abbigliamento di qualcuno o le canzoni di qualcun altro. Lui si divertiva tanto. C'era un gioco di scambio e di complicità su questo momento sanremese che non era quello della musica, serioso. E poi, lui che mi raccontava cosa aveva mangiato». È il flashback di Alessia Vessicchio, figlia del celebre direttore d’orchestra Peppe, figura iconica del Festival, venuto a mancare nel novembre dell’anno scorso, che in serata ai Bagni Paradiso nella città dei Fiori ha preso parte all’inaugurazione di "Casa Vessicchio", un progetto ideato, voluto e sviluppato assieme al compianto maestro, che lo aveva pensato come uno spazio aperto alla creatività, alla formazione e all’incontro tra le arti.
"Casa Vessicchio" è un’idea nata all’ultima edizione del Festival di Sanremo perché il compianto maestro voleva in particolare dedicare più spazio ai giovani. «Ho proposto il progetto l’anno scorso a Peppe tonando in auto da Sanremo, ho chiamato lui e Andrea Rizzoli dicendogli: 'ragazzi, dobbiamo realizzare uno spazio dedicato a Beppe Vessicchio e lo chiamiamo 'Casa Vessicchiò. Poi Beppe è venuto inaspettatamente e mancare, ma ho sempre voluto portarlo avanti con la famiglia», testimonia il produttore e ideatore di 'Casa Vessicchiò Niccolò Petitto all’inaugurazione ai Bagni Paradiso di Sanremo. La 'casà proporrà un ricco calendario di eventi di cultura e spettacolo nelle giornate del Festival di Sanremo.
«Innanzitutto, si tratta di uno spazio che con Beppe abbiamo pensato di costruire, affinché potesse essere dedicato ai giovani - sottolinea Petitto - un luogo di interscambio culturale, ma soprattutto di musica, che nasce a Sanremo, è vero, ma che da qui vuole partire. Questa infatti non sarà l'unica tappa annuale. 'Casa Vessicchiò vuole essere presente in tutti i più importanti eventi musicali del nostro Paese».
Come mai Beppe è rimasto così tanto nel cuore degli italiani? «Secondo me, perché anche soltanto con lo sguardo riusciva a farsi voler bene e forse pure perché riusciva a rendere semplice, quello che per molti era difficile ovvero il linguaggio musicale, - commenta il produttore - che riusciva a comunicare con un semplice sguardo o un suo gesto».
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