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L'italia supera l'Uruguay 31-13

L'italia supera l'Uruguay 31-13

14 Novembre 2021,07:07

Un’Italia A, nettamente in controllo del match dal primo all’ultimo minuto, si impone al Plebiscito di Padova, per 31-13, su un volitivo Uruguay, marcando cinque mete di buona fattura e lasciando agli avversari solo qualche scampolo di gioco. Per gli azzurri di Troncon meccanismi certamente ancora da oliare ma anche segnali di crescita per un gruppo alla seconda uscita, dopo l’esordio assoluto di Madrid di due settimane fa. Kick-off per i Teros, che nei primi minuti sono costretti a una difesa in apnea sotto gli attacchi verticali di un’Italia subito molto decisa. Al 4' il lavoro duro degli avanti azzurri trova soddisfazione: rimessa laterale in attacco, lancio ben controllato e Cannone che interpreta al meglio lo schema trovando il corridoio per la prima meta del pomeriggio, con Marin che non converte per il parziale di 5 a 0. I Teros reagiscono e al minuto 8, dopo un possesso prolungato in campo italiano, trovano il penalty a favore che Etcheverry spedisce a bersaglio da posizione comoda, punteggio che cambia sul 5 a 3. Il XV di Troncon è frizzante e prova ad esplorare il doppio fronte, con buone iniziative di Bruno e Tavuyara in accelerazione, ma l’Uruguay è presente in difesa e non cede metri sul proprio terreno.
 All’ingresso del secondo quarto azzurri che tornano a giocare in attacco: mischia chiusa e rimessa laterale funzionano bene, la mediana detta i tempi giusti e al 25' su palla mossa sul lato largo Marin imbecca Bruno con un cross-kick diagonale che l’ala delle Zebre raccoglie in piena velocità andando a segnare in perfetta solitudine per il 12 a 3. È il momento migliore per gli Azzurri, che continuano a martellare in campo uruguagio: Bruno si conferma il più elettrico dei trequarti, sfida la difesa e crea il vantaggio all’esterno con un off-load delizioso, Tavuyara spinge sull'out e cerca Trulla all’interno, con l’estremo che vola a tuffarsi in meta tra gli applausi. Adamson chiama però il TMO, il piede dell’ala Benetton ha infatti toccato la linea esterna e la marcatura viene annullata. Passa un minuto e Tavuyara si ripete, con assist largo raccolto in piena velocità e tuffo in bandierina evitando l’out come nuovamente confermato dal TMO. Marin trasforma da posizione impossibile, score che passa sul 19 a 3. I sudamericani provano ad invertire la rotta ma l’Italia alza progressivamente il suo standard sul breakdown e all’ingaggio, chiudendo la frazione senza ulteriori pensieri. 
 Nel secondo tempo Casilio al posto di Violi per l’Italia. Prima palla mossa e subito meta: splendida la combinazione Bruno-Izekor-Menoncello sul corridoio di destra, che con due off-load liberano proprio per il neo entrato Casilio bravissimo ad annusare il gap giusto per la marcatura pesante che vale il 24 a 3 poi non convertito da Marin. I Teros non ci stanno e provano il contrattacco con un vivacissimo Etchevarry, ma gli argini italiani sono solidi e tengono: non così al 17', quando il neo-entrato Pujadas schiaccia pilotando un buon drive da penaltouche per il 24 a 8 che Etchevarry non converte. I cambi non rendono la vita facile alla Celeste, che soffre in prima linea mentre dall’altra parte il trio Zani-Buonfiglio-Neculai si impone con un’impressione di netta superiorità. È una fase piuttosto confusa per gli Azzurri sul gioco a terra, ne approfitta l’Uruguay che al 67' si guadagnano nuovamente una touche in attacco con replica esatta della meta precedente: stesso drive, stessa firma, quella di Pujadas che porta i suoi sul 13 a 24. Al 35' fiammata italiana in attacco: Tavuyara cerca e trova spazio, Menoncello segue e recupera con palla regalata dolcemente sulle mani di Trulla che agilmente schiaccia sotto i pali per il 31 a 13 convertito da Rizzi.
 Nel finale Uruguay che non molla e che torna a giocare nella metà campo azzurra, Bonfiglio subisce un colpo alla testa scontrandosi con un compagno di squadra ed è costretto ad uscire, poi Tavuyara allarga il compasso e rompe due placcaggi involandosi verso la meta, ma Etcheverry è bravissimo a recuperare facendo scoppiare il pallone all’ala fijiana a pochi passi dalla meta salvando il 31-13 che chiude la contesa.

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