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Intervista

Elena Comelli: «Le dirigenti donne nel calcio? Sono mosche bianche»

La vice presidente del Monticelli lascia il club dopo dieci stagioni

Elena Comelli

di Lorenzo Chierici

27 Maggio 2022,10:12

Le quote rosa, nel calcio, soprattutto a livello dirigenziale, non sono così frequenti e quando se ne perde una difficilmente la si riesce a rimpiazzare. Il Monticelli, dall’ultima di campionato, non avrà più Elena Comelli come vice presidente, dopo ben dieci anni in dirigenza, durante i quali Elena ha sempre dimostrato competenza e passione.
«Sono entrata nella dirigenza del Monticelli nel 2012 e dal 2017 sono vicepresidente» spiega la Comelli. «Prima ho fatto la segretaria, poi l’addetta stampa e infine il ruolo che ho ricoperto fino a domenica, ma ora ho deciso di mollare e di dedicarmi un po’ a me stessa».

Come mai ti eri avvicinata al mondo del calcio? Forse per amore?
«No, l’ho fatto per amicizia. Per seguire alcuni miei amici, Francesco e Mauro Graziano, Stefano Roncarati, Gabriele Boggio e altri, che avevano scelto Monticelli. I dirigenti di allora, vedendomi sempre allo stadio per seguire i miei amici e sapendo che non ero fidanzata con nessuno di essi, mi chiesero di dare loro una mano in società e io accettai volentieri. Qualche anno dopo, però, i miei amici, che sono un po’ più vecchi di me, hanno smesso, mentre io ho continuato fino a domenica scorsa. Ho sempre amato il calcio, sono milanista e sono stata felice di essere andata in panchina con la squadra per tanti anni, ma ora sono stanca».


E’ vero che sei una ballerina?
«Sì ballo da sempre, ma è un’altra delle mie passioni, come il calcio. Non lascio il calcio per il ballo, ma per alleggerirmi dai costanti impegni domenicali e dalle mille cose che ci sono da gestire in una società importante come il Monticelli; inoltre, se si vogliono fare le cose in un certo modo servono risorse economiche importanti che oggi sono sempre più difficili da reperire».

In dieci anni, avendo a che fare con tanti ragazzi, avrai senz’altro spezzato qualche cuore…
«No e nessuno ha spezzato il mio, anche perché ho sempre voluto tenere separata la vita privata da quella del campo».

Tra i tanti allenatori e giocatori che sono passati, c’è qualcuno che stimi particolarmente per ciò che ha fatto per il Monticelli?
«Tra i mister, senz’altro Alessandro Piscina, che prese la squadra dopo che la stessa tornò in Promozione, rivelandosi un vero professionista, malgrado fossimo nell’anno del Covid; poi Giuseppe Liperoti che quest’anno ha trasformato la squadra. Tra i giocatori ricordo con affetto Alessandro Setti e Thomas Gennari, le mie due bandiere, con me a Monticelli da sempre e che forse credo di avere un po’ cresciuto”.

Come vedi le donne nel mondo del calcio?
«A livello dirigenziale sono delle mosche bianche. Tra l’altro potrei raccontare mille aneddoti a riguardo. Quando il Monticelli giocava nel girone A di Promozione mi conoscevano tutti sui vari campi, mentre quest’anno, nel B, diverse persone all’ingresso mi hanno chiesto se io fossi la massaggiatrice e io, sempre col sorriso, rispondevo “no, la vice presidente”. Di altre ragazze nel calcio ne ricordo poco. In questo girone ce n’è una a Viano, poi c’è Sofia Tarasconi che ha un blog di calcio dilettantistico, ma siamo davvero in poche».

E come vedi quest’apertura verso il calcio femminile di cui parlano tutti?
«Sono scettica anche su questo. Ma vedremo. Tra l’altro oggi è difficile anche reperire volontari maschi che diano una mano. A Monticelli non vedo giovani desiderosi di mettersi in gioco per la società del loro paese, tantomeno le ragazze”.

Chiudiamo con due sogni nel cassetto: uno per te e uno per il Monticelli.
«Al Monticelli auguro ogni bene: sono uscita dalla società, ma mi farà sempre piacere andare a vedere qualche partita e spero che la società torni presto in Eccellenza. Per me, visto che avrò tempo libero e organizzavo le mie ferie in base al calcio, spero di poter finalmente ricominciare a viaggiare»

© Riproduzione riservata

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