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Morto Giussi Farina, l'epopea del Vicenza di Paolo Rossi

Morto Giussi Farina, l'epopea del Vicenza di Paolo Rossi

22 Aprile 2025, 15:56

Voleva essere certo di strappare il 22enne Paolo Rossi alla Juventus, che aveva sfidato alle buste per risolvere la comproprietà dell’attaccante. Così Giuseppe Farina, allora patron del Vicenza, nel maggio 1978 scrisse una cifra spropositata, per l’epoca: due miliardi e 612 milioni di lire. Scomparso oggi all’età di 91 anni all’ospedale di Verona, 'Giussì era nato a Gambellara e fin da giovane aveva mescolato le sue capacità imprenditoriali a quella di scopritore di talenti nel calcio, fino a diventare l’ultimo presidente del Milan prima dell’avvento dell’era Berlusconi. Proprietario anche del Padova dal 1975 al 1979, deve la sua notorietà soprattutto alla presidenza del Lanerossi Vicenza nel quale giocava Paolo Rossi prima di essere conosciuto dal grande pubblico. Si disse che fosse stato convinto a quell'offerta esagerata da una spiata anonima, poi rivelatasi ingannevole. Giampiero Boniperti, in affetti, per Rossi si era spinto 'solò a 875 milioni. Intorno a quella clamorosa proposta scoppiò uno scandalo. Mai un calciatore era stato pagato tanto. Ma Farina voleva Rossi a tutti i costi per il suo 'Real' Vicenza che due anni prima, in Serie B, l’aveva accolto in prestito, proprio dalla Juventus. Il Lanerossi con le sue reti sale in A, poi arriva lo storico seco ndo posto alle spalle dei bianconeri. In quel Vicenza il futuro 'Pablitò è la stella. Ma la favola dura poco. il Vicenza torna in B e Farina é costretto a lasciare la società (al figlio Francesco) nel gennaio 1981, con un buco di bilancio molto consistente. Però Giussi é già pronto a ripartire e nel 1982 rileva il Milan che pochi mesi prima é retrocesso a sua volta in B, per la prim a volta sul campo nella storia del club, la seconda dopo quella al termine della stagione '79 -'80 a seguito allo scandalo legato al calcioscommesse. Allora la risalita in A era stata agevole. Ma nell’81-'82 il Milan a fine campionato é solo 14mo. Significa seconda caduta in B, al termine di una stagione fallimentare. Dopo diverse annate nelle quali i rossoneri non riescono a competere con le migliori ed ottengono come miglior risultato un quinto posto, la sfortunata esperienza di Farina al Milan si chiude nel 1986, quando - a febbraio - viene raggiunto da un mandato di cattura per falso in bilancio e vende il club all’emergente Silvio Berlusconi, imprenditore che si sta mettendo il luce nel settore delle costruzioni residenziali. Quest’ultimo dovrà ripianare diversi miliardi di debiti, salvando il Milan dal fallimento. (ANSA).

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