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«Time to Learn»: Gsk si apre e si confronta con il territorio

Incontri in azienda per ampliare le esperienze. Ospite Aldo Tagliaferro e il suo libro «Senza esagerare»

«Time to Learn»: Gsk si apre e si confronta con il territorio

17 Marzo 2026, 09:00

Di solito in una mensa aziendale si incrociano forchette e vassoi, si parla di lavoro e, al massimo, di cosa fare nel weekend. Alla Gsk di San Polo di Torrile, invece, quello spazio (in attesa che quello deputato a questi incontri torni disponibile dopo alcuni interventi) è diventato anche un luogo di confronto e crescita grazie al progetto interno «Time to Learn», un’iniziativa pensata per offrire ai dipendenti momenti di approfondimento durante l’orario di lavoro su temi che escono dall’ambito strettamente tecnico.

L’idea è semplice: fermarsi per qualche ora, sospendere le attività quotidiane e aprire lo stabilimento a storie, esperienze e punti di vista diversi. Gli incontri spaziano dall’inclusione alla sostenibilità, dalla leadership alla cultura, con l’obiettivo di stimolare riflessioni che aiutino a guardare il proprio lavoro con uno sguardo più ampio. «Li organizziamo in orario di lavoro - spiega Emanuele Contini, director Communication and Learning di Gsk - perché vogliamo che questo tempo faccia parte della giornata lavorativa. Sono momenti dedicati ad argomenti non tecnici, ma che contribuiscono alla crescita delle persone».

Da quest’anno il progetto si è arricchito aprendo lo stabilimento anche a voci del territorio, con l’obiettivo di mantenere un legame diretto con la realtà che circonda l’azienda. «Noi produciamo farmaci - aggiunge Contini - ma nella routine quotidiana non è immediato mantenere il contatto con il paziente. Per questo ci interessa ascoltare storie che riportino al centro quella prospettiva». In questo filone si inserisce la presenza di Aldo Tagliaferro, vicecaporedattore della Gazzetta di Parma, invitato a raccontare il suo libro «Senza esagerare. Cronaca semiseria del mio by-passante vincente» (Mattioli 1885), nato dagli appunti scritti durante un ricovero ospedaliero.

Un racconto ironico che mescola esperienza personale e passione per il tennis, diventato anche l’occasione per riflettere sul punto di vista di chi vive la sanità dall’altra parte del letto. Nel calendario delle attività lo stabilimento ha ospitato rappresentanti di associazioni del territorio e professionisti della sanità, tra cui il primario dell’oncologia dell’ospedale di Parma. E non finisce qui. Il progetto si sviluppa anche attraverso iniziative culturali. L’anno scorso negli spazi dello stabilimento è stata allestita una mostra della scultrice Jessica Filippi mentre nei prossimi mesi è prevista una nuova esposizione dell’artista Giorgio Tentolini, dedicata al tema della cura e della ricerca, che potrebbe trovare spazio alla Reggia di Colorno.

L’idea di fondo è quella di trasformare lo stabilimento in uno spazio sempre più aperto, dove il lavoro quotidiano convive con momenti di cultura, riflessione e condivisione. E in quest’ottica si è inserita la presentazione del libro di Tagliaferro. «Voi salvate vite umane con quello che producete e io sono stato salvato dalla medicina» ha premesso Tagliaferro, rivolgendosi alla platea, «per questo tra la mia vicenda e il vostro lavoro c'è una stretta correlazione». Dialogando con il direttore dello stabilimento, Martino Grazzi, e con lo stesso Contini, Tagliaferro ha ripercorso quel maggio 2024 in cui la vita gli ha servito una palla corta decisamente difficile da recuperare. L'incontro ha toccato corde profonde quando si è parlato del rapporto tra camici bianchi e pazienti, andando oltre la cartella clinica per illuminare quell’umanità che spesso cura quanto un farmaco.

Al termine dell’incontro il firmacopie, molto partecipato dai dipendenti, ha contribuito a sostenere una realtà del territorio: la parte di ricavato del volume destinata all’autore sarà devoluta al Centro Santa Maria ai Servi della Fondazione Don Gnocchi di Parma, impegnato nelle attività di riabilitazione e assistenza.

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