Oltre Joyce, le case georgiane e i pub c'è una città moderna tutta da scoprire
29 Dicembre 2024, 18:13
Lo sappiamo: le prime cose che vengono in mente pensando alla capitale d'Irlanda (ww.ireland.com/it-it/) sono i pub di Temple Bar, le porte colorate, le statue dei musicisti e quella di Molly Malone con il suo carretto di cozze e il seno lucidato dal tocco dei turisti. Ma per una volta tralasciamo tutto questo - e rimandiamo anche la doverosa pinta di birra Guinness – e proviamo a cercare una Dublino diversa. Non temete: la troverete sicuramente. A riprova che questa capitale a misura d'uomo, che si gira comodamente a piedi e dove la gente sorride sempre – gli irlandesi non hanno per nulla la spocchia british dei loro vicini – è un posto perfetto per un weekend divertente. E se per caso piove – succede molto spesso – imitate i locali: non fateci troppo caso. L'acqua da queste parti forse non si trova spesso nei bicchieri ma fa parte dello spirito del luogo.
D'altra parte lo dice il nome: Dublino (www.visitdublin.com) deriva dal gaelico Dubh Lin che significa «stagno nero». Ed è proprio andando verso quello che fu lo stagno che decidiamo di cominciare il nostro tour. La città è attraversata dal fiume Liffey che sbuca poi nella baia e questa, anche se non lo si coglie ad una prima occhiata, è una città di mare. Una città dove, appunto, c'erano paludi e un porto molto attivo per le merci ma anche gli esseri umani: da qui, soprattutto alla metà dell'800, sono partiti migliaia di irlandesi costretti ad andare per il mondo per sfuggire alla miseria e alla fame quando i vecchi docks, la zona portuale, era malfamata e degradata. Guardatela ora: è un inno al futuro, al vetro e cemento e alla economia globale. A partire dal 2010 è infatti stato approvato un progetto per il rilancio e lo sviluppo di questa zona che ora è il quartiere tecnologico e finanziario di Dublino. Per capirne il valore bastano due numeri: tra i grattacieli di quest'area si realizza il 9% del Pil irlandese, qui lavorano oltre 44mila persone e entro l'anno prossimo sono previsti investimenti per tre miliardi di euro. Insomma, lo stagno nero ha cambiato volto. Qui hanno sede le big dell’high tech, da Google ad Amazon, e all’incirca 600 aziende e start-up. E ogni giorno se ne aggiunge una nuova tanto che è stata ribattezzata «Silicon Docks». Il risultato è che si cammina con la testa rivolta verso l'alto. La cosa migliore è passeggiare senza meta fermandosi ad ammirare gli edifici più famosi come il Convention Centre Dublin, un capolavoro architettonico che domina lo skyline dell'area con la sua facciata esterna in vetro che riflette il sempre mutevole cielo d'Irlanda e che si trova a poca distanza dal Samuel Beckett Bridge: il progetto è dell'archistar Santiago Calatrava e il suo pilone centrale ha la forma dell'arpa celtica. Più irlandese di così non si può. Proseguendo il tour si può fare una sosta in Grand Canal Square, la piazza progettata da Martha Schwartz dove si trova il Bord Gáis Energy Theatre, un teatro in acciaio e vetro disegnato da Daniel Libeskind. Dall'inaugurazione nel 2010 ha ospitato quasi cinque milioni di spettatori. Merita la visita anche l’EPIC Museum, il museo dell’emigrazione irlandese, ricavato in un vecchio magazzino di tabacco, tè e liquori. Nelle sue sale, in forma interattiva si ricostruisce la storia della emigrazione di questo popolo che è è sempre partito in cerca di fortuna: ora il paese ha poco più di 5 milioni di abitanti. Ma gli irlandesi sparsi nel mondo si calcola siano dieci milioni. Vi pare un tema un po' cupo? Niente paura: tra poco vi troverete a cantare. Basta entrare infatti negli Windmill Lane Recording Studios per entrare nella storia della musica. Questi studi di registrazione, tutt'ora attivi e che si possono visitare hanno visto esibirsi le stelle del rock e non solo: qui tra il 1980 e il 1983 Bono Vox e gli U2 hanno inciso tre pietre miliari del rock – i dischi Boy, October e War – e da qui sono passati, tra gli altri, i Cranberries, Sinéad O’Connor, Rolling Stones, Simple Minds e molti altri. Se poi a questo punto siete stanchi e volete concedervi la pinta rimandata prima basta andare su Custom House Quay e entrare nel CHQ Dublin, un centro commerciale ricavato in un deposito dove sottoterra stavano le botti e al piano di sopra tabacco e té. Nel 1856 ospitò la festa dei soldati irlandesi che tornavano dalla guerra di Crimea mentre oggi ci sono un birrificio e diversi locali. Poi si può riprendere la passeggiata: ci aspettano i volumi dell'Old Library del Trinity College e quella perla che è la Chester Beatty Library, le arcate di San Patrizio e di Christ Church. E soprattutto le strade e le piazze della città. fate come la gente di qui: entrate in un pub e sorridete. Quasi certamente qualcuno ricambierà. A riprova che questa è una piccola capitale. E allo stesso tempo una città con un cuore grande.
Idee
La Guinness
Una delle esperienze immancabili è la visita allo stabilimento della Guinness, nel cuore di St James's Gate. Si esplorano sette piani dell'edificio della Guinness Storehouse, che un tempo era l'impianto di fermentazione del birrificio scoprendo di più sugli ingredienti, la storia e la cultura che raccontano la storia della Guinness prima di ammirare la vista a 360 gradi della città da uno dei punti panoramici più alti di Dublino, al Gravity Bar. Ma al di là delle pinte si potrà capire il legamente speciale che unisce questa birra e la cultura irlandese. E non è un caso la statua del fondatore si trova davanti alla cattedrale di San Patrizio.