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Lutto

Radio Parma piange la Betty

E' morta Elisabetta Zanlari, una protagonista dei successi della radio e della televisione della città

Betty Zanlari

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E' morta Elisabetta Zanlari. Una figura conosciutissima per chi per tanti decenni ha seguito Radio e Tv Parma, del cui successo la Betty (come tutti la chiamavano)  è stata una grande protagonista.

Mercoledì sera alle 20,30 sarà celebrato un rosario nella chiesa di Santa Maria della Pace in piazzale Pablo. Nella stessa chiesa, giovedì alle 14 saranno celebrati i funerali.

Ciao,  Betty

Con quell'articolo (e quanta importanza sapevi dare a un articolo e a tutte le sfumature della grammatica....) che di te diceva contemporaneamente due cose. Da una parte la tua unicità: quel parlare un po' demodè e quelle maniere “antiche”, che si univano però alla rapida lucidità con cui sapevi leggere le cose che ti accadevano intorno. E dall'altra eri “la Betty” come la raccontava Platinette, quando smetteva i panni della soubrette da video nazionale e, per riannodare le radici con Parma,   ti cercava per le vostre lunghissime chiacchierate e i vostri pettegolezzi, soprattuto sulla radio.
“La” radio. Quella piccola magia che, nella città del più antico quotidiano d'Italia, avevate creato con il vostro entusiasmo, la vostra simpatia, fino a fare di Radio Parma  un'amica di tutta la città quasi altrettanto radicata della Gazzetta, con i GR, la musica, le dediche, le interviste......  
Quando poi la Gazzetta ha acquistato Tv Parma. le nostre strade si sono incrociate. E mille volte abbiamo poi scherzato insieme su come mi avevi guardato a metà fra diffidenza e simpatia: un giovane redattore “con la faccia un po' da Beatle” che ti portava via un sogno, perchè tu avresti voluto fare la giornalista, e certo ne saresti stata capace.
Ma al di là dei ruoli, delle idee diverse, qualche volta delle discussioni, era subito nato qualcosa che ci aveva uniti tutti in un'avventura bellissima. Quella del lavorare davvero tutti insieme, fra radio e tv, per entrare ogni giorno nel cuore dei parmigiani. Ma anche e soprattutto quella delle battute, delle pizze tutti insieme, del prenderci e prendersi in giro, come sapevi fare con quell'autoironia che nasce solo dall'intelligenza: la stessa per la quale eri stata ribattezzata “il capo”, perchè l'autorevolezza andava anche al di là delle tue mansioni.
E ai 24 anni insieme a Radio-Tv Parma si sono poi aggiunti gli ultimi dieci: quelli del mio ritorno in Gazzetta (e ancora avevi saputo scegliere le parole giuste, e non solo nella grammatica sempre curatissima e stile antico), quelli delle cene d'estate, quelli del dolore per Ezio. E infine la notizia che tu stavi combattendo una identica battaglia.
Sapevo della tua riservatezza, della tua voglia di poter vivere anche questo momento con discrezione: ma bastava un sms ogni tanto per capire dalla tua risposta che comunque era importante sentirsi ancora nella “squadra”, anche in un momento difficile ma con lo stesso spirito, e perfino la stessa ironia, delle cene tutti insieme. Fino a quando finalmente eri tornata in ufficio: gli ultimi sforzi per la “tua” radio, prima che la battaglia diventasse impossibile.
Ciao Betty. Ti guardo sorridere dalla foto in bianconero dell'archivio Gazzetta, ti ho rivista sorridere nelle belle foto appese all'ingresso della Radio, e allora anch'io voglio salutarti con un  sorriso: l'ultimo di questi anni bellissimi e indimenticabili.
Eri “la” Betty.
Con quell'articolo (e quanta importanza sapevi dare a un articolo e a tutte le sfumature della grammatica....) che di te diceva contemporaneamente due cose. Da una parte la tua unicità: quel parlare un po' demodè e quelle maniere “antiche”, che si univano però alla rapida lucidità con cui sapevi leggere le cose che ti accadevano intorno. E dall'altra eri “la Betty” come la raccontava Platinette, quando smetteva i panni della soubrette da video nazionale e, per riannodare le radici con Parma, ti cercava per le vostre lunghissime chiacchierate e i vostri pettegolezzi, soprattuto sulla radio.

“La” radio. Quella piccola magia che, nella città del più antico quotidiano d'Italia, avevate creato con l'entusiasmo del vostro piccolo gruppo e con la vostra simpatia, fino a fare di Radio Parma  un'amica di tutta la città quasi altrettanto radicata della Gazzetta, con i GR, la musica, le dediche, le interviste......  
Quando poi la Gazzetta ha acquistato Tv Parma. le nostre strade si sono incrociate. E mille volte abbiamo poi scherzato insieme su come mi avevi guardato a metà fra diffidenza e simpatia: un giovane redattore -  raccontavi ridendo -  “con la faccia un po' da Beatle”,  che ti portava via un sogno, perchè tu avresti voluto fare la giornalista e certo ne saresti stata capace.
Ma al di là dei ruoli, delle idee diverse, qualche volta delle discussioni, era subito nato qualcosa che ci aveva uniti tutti in un'avventura bellissima. Quella del lavorare davvero tutti insieme, fra radio e tv, per entrare ogni giorno nel cuore dei parmigiani. Ma anche e soprattutto quella delle battute, delle pizze in compagnia, del prenderci e prendersi in giro, come sapevi fare con quell'autoironia che nasce solo dall'intelligenza: la stessa per la quale eri stata ribattezzata “il capo”, perchè l'autorevolezza andava anche al di là delle tue mansioni.

E ai 24 anni insieme a Radio-Tv Parma si sono poi aggiunti gli ultimi dieci: io ero tornato in Gazzetta (e ancora avevi saputo scegliere le parole giuste, e non solo nella grammatica sempre curatissima e stile antico), ma non si erano interrotte le cene d'estate, poi seguite dai giorni del dolore per Ezio: un grande pezzo della "nostra" Tv Parma che era volato via. . 

E infine la notizia che tu stavi combattendo una identica battaglia.
Sapevo della tua riservatezza, della tua voglia di poter vivere anche questo momento con discrezione: ma bastava un sms ogni tanto per capire dalla tua risposta che comunque per te  era importante sentirsi ancora nella “squadra”. Anche in un momento difficile, ma con lo stesso spirito, e perfino la stessa ironia, del passato. Fino a quando finalmente eri tornata in ufficio: gli ultimi sforzi per la tua radio, prima che la battaglia diventasse impossibile.

Ciao Betty. Ti guardo sorridere dalla foto in bianconero dell'archivio Gazzetta, ti ho appena rivista sorridere nelle belle foto appese all'ingresso della Radio, e allora anch'io voglio salutarti con un  sorriso: l'ultimo, di questi anni bellissimi e indimenticabili.

Gabriele Balestrazzi


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  • Stefano

    04 Dicembre @ 19.52

    Nonostante tutto e tutti abbiamo fatto, insieme, un bel pezzo di strada.. con molte salite e poche discese. Oggi ho rimesso a fuoco quelle immagini.. quelle di quando avevamo vent’anni. Ora come allora dire “addio Betty” .. non mi riesce!

    Rispondi

  • Graziella

    04 Dicembre @ 16.54

    ROMA 4 DICEMBRE 2013 QUANDO SI E' LONTANI SI PENSA CHE TUTTO RESTI FERMO NEL TEMPO, MA OGGI IL RISVEGLIO DA QUESTA ILLUSIONE E' STATO DOLOROSO E SCIOCCANTE. LA BETTY CI HA LASCIATO, CI HA LASCIATO LA SUA RISERVATEZZA, LA SUA INTELLIGENZA ACUTA, LA SUA IRONIA. IL NOSTRO ULTIMO INCONTRO E' STATO FORSE UN PAIO DI ANNI FA, CASUALE, AVEVAMO CHIACCHIERATO DELLA RADIO E DELLA TV E FORSE ANCHE UN PO' BENEVOLMENTE SPETTEGOLATO RIEVOCANDO EPISODI, PASSIONI, FLIRT E QUANT'ALTRO DEI VECCHI TEMPI. CI ERAVAMO LASCIATE CON LA CONSUETA PROMESSA DI RIVEDERCI PER UN APERITIVO O UNA PIZZA A UN MIO NUOVO PASSAGGIO DA PARMA.....MA POI SI SA ....E ORA QUELL'APERITIVO O QUELLA PIZZA NON POTRANNO ESSERCI PIU'. CIAO "LA BETTY", TI MANDO UN PENSIERO, E VOGLIO ABBRACCIARE TUTTI GLI EX COLLEGHI CHE DA OGGI SONO UN PO' PIU' SOLI GRAZIELLA PELOSI

    Rispondi

  • valerio the first

    03 Dicembre @ 23.38

    Ricordo benissimo il suo bel volto, la sua aria modesta, il suo non voler essere volto e voce protagonista, pur sapendo di essere figura vista e ascoltata da una città intera, seppur non una metropoli. E vagamente penso di averla conosciuta, vista, incontrata ancor prima della sua apparizione sul piccolo schermo. Non ricordo bene dove. Forse a scuola, forse in altre circostanze, forse si è trattato solo di sguardi. Forse riflesso condizionato delle sue giornaliere presenze in video. Ma appena ho appreso oggi su TV Parma della sua scomparsa ho detto piano "mi dispiace tanto...forse la conoscevo!" Ecco; ho un ricordo di un viso dolce, di donna dallo sguardo intelligente e sereno, maturo. Sono un estraneo... ma molto addolorato! Valerio

    Rispondi

  • Andreaparma

    03 Dicembre @ 19.58

    Betty, sono sgomento: ti volevo bene.

    Rispondi

  • ilaria

    03 Dicembre @ 19.57

    ciao Betty! Ti ricordo con quella "tribù" di futuri giornalisti, professionisti come sei stata Tu... Quando Radio Parma cominciò ad affiancare il quotidiano più antico d'Italia, la mitica Gazza... Ecco, tu sembravi nata con la Radio e quando qualcuno della "tribù" ha preso il volo per lidi a livello Nazionale, si era certi che "la Betty" la trovavi al suo posto a Radio Parma... ah, la Radio, qualche decina d'anni fa unico o uno dei pochi strumenti di comunicazione poi... usciti improvvisamente sempre più ricchi gli iPohne..smartphone ... e la Radio ha perso i fedeli.... tutto aggiornato all'ultima news...la Radio non ha possibilità del genere... però la Radio possiede altri pregi come colloquiare con una persona... Tu Betty, l'hai sempre saputo... un po' come il cartaceo vivrà...sì, caleranno abbonamenti ma soprattutto nel Vecchio Continente dove vive maggioranza persone anziane, esisterà come, questo è un sincero augurio, la Radio... bye Betty...saluta MARCO e volate in alto, ila

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