Da Parma al mare: le lunghe notti delle discoteche rivivono a Reggio
30 Marzo 2019, 02:44
Ragazzi che si atteggiano a sovrani della pista e vestono come i divi del momento. Ragazze con trucchi appariscenti e abiti succinti che attirano gli sguardi dei giovani attorno a loro. Coppie che ballano mano nella mano, come si fa con il liscio, e altre in posa per il fotografo. Gli scatti di Gabriele Basilico a Reggio Emilia raccontano il mondo delle discoteche emiliane degli anni '80. Sono in bianco e nero ma, osservandoli, sembra quasi di rivivere l'atmosfera di quelle serate a Parma, Reggio, Modena, Bologna... fino a Ravenna e Rimini. Divertenti. Sregolate. Indimenticabili. Eccessive. Chi le ha vissute può avere oggi punti di vista differenti ma le discoteche fanno parte della storia della gioventù (e del costume, in generale) di quegli anni. Il racconto, tra foto e memorabilia, si snoda su più piani allo Spazio Gerra di Reggio: "Disco Emilia" è una delle mostre del calendario principale di "Fotografia Europea".
Ci sono le foto che Basilico realizzò fra il Reggiano, la Romagna e Cremona negli anni Ottanta. E ci sono gli scatti di Andrea Amadasi, Hyena, Arianna Lerussi e Antonio La Grotta. L'allestimento allo Spazio Gerra colpisce e fa entrare subito nell'atmosfera revival. Al piano terra si entra in una "stanza" arredata con lustrini da discoteca. Salendo ai piani superiori ci sono gli scatti più recenti in una sala con luci da discoteca. E poi un video, articolato e ben fatto, con le interviste a diversi dj protagonisti delle notti emiliane (come Robi Bonardi ed Enzo Persueder) e dirigenti di locali come il modenese Picchio Rosso e l'Italghisa di Reggio. Le voci si alternano spiegando che l'Emilia-Romagna, negli anni '70 e '80, è stata pioniera dell'unione fra divertimento e business. Una peculiarità della via emiliana al divertimento era l'unione fra tecnica e spettacolo: nelle discoteche più "attrezzate" potevi trovare anche 12mila punti luce, scenografie avveniristiche e coloratissime, magari con uno schermo largo 7 metri in un'epoca in cui di norma... non se ne vedevano ancora. Oggi scenografie ispirate a sbarchi alieni o simili magari fanno ridere, perché il costume cambia e così il modo di fare divertimento... ma allora "andava così". Lo ricordano i dj, con evidente nostalgia per quelle notti di grande lavoro e divertimento insieme. L'avvento della musica house è stato l'inizio della fine, raccontano ancora nel filmato, finché con gli anni Novanta e soprattutto dopo il Duemila sul piano musicale la scena si è "molto appiattita". All'ultimo piano dello Spazio Gerra le foto d'autore lasciano spazio agli oggetti. Una piccola carrellata con i simboli concreti di quel mondo anni '70-'80: le luci, i dischi e le attrezzature per "mettere la musica", le locandine, gli articoli sugli artisti (fra questi, uno del parmigiano Roberto Ghirardi)... Sulle pareti, alcuni pannelli elencano i più noti dj dell'epoca - a partire da Robi Bonardi - e descrivono i locali alla moda dell'Emilia-Romagna. Non mancano i parmigiani Astrolabio e Nabila. In un angolo, spunta poi la foto della nave di Tarsogno. C'entra con il pazzo mondo delle disco dell'epoca del punk? Certo: fra gli anni '70 e la metà degli anni '80 negli spazi della "nave Segesta" sulle montagne di Tarsogno c'era un ristorante e si ballava.