ARTE
Seduta allo scrittoio disegna, assorta. La voce fuori campo recita le parole di autopresentazione scritte dall'artista stessa. Avvezza agli effetti sorpresa, anche in questa occasione Marina Burani sa come calamitare il pubblico. In un Palazzo del Governatore affollato di visitatori il giorno dell'inaugurazione di «Eternamente viva», l'antologica dedicata all'artista parmigiana, Burani dà a tutti il benvenuto con una messa in scena che parla di lei. «Questa mostra parla di arte e di storia della nostra città, ricca di spazi e luoghi, della vivacità culturale che la caratterizza» dice il vicesindaco e assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto, anche in riferimento all'associazione culturale Alphacentauri.
«L'arte di Marina - sottolineano le curatrici Melissa Bado e Viktoria Kulikova - ci ha colpite subito, affascinate da lei e dal suo lavoro, dalla sua fervida fantasia e creatività. Ha dedicato la vita all'arte».
Poche, semplici, sentite parole di presentazione a cui l'artista non vuole unirsi prima di iniziare il viaggio tra le oltre venti sale sui due piani del palazzo alla scoperta di un mondo immaginifico carico di fantasia. Ci sono le forme e le figure, le «croci» - occhi, autoritratti, parti anatomiche umane e animali -, i teschi, la serie dei «doppi» in cui il tema mitologico dei gemelli si fa largo misteriosamente, le anatomie, i mostri, simbolo delle paure umane, gli specchi neri e così via passando per tutti gli altri soggetti che hanno caratterizzato l'incessante produzione dell'artista. Emblematica la serie delle architetture ispirate ai maestri del Rinascimento, in cui le storiche opere dei grandi classici vengono reinterpretate e calate nel linguaggio della contemporaneità.
Chiudono il percorso la sala dedicata all'opera di Andrea Vettori, compagno di vita di Marina Burani, e la sala che ripropone un assaggio delle attività decennali di Alphacentauri, l'associazione che ha offerto spazi incontro, riflessione collettiva, confronto libero e luoghi di visibilità a centinaia di giovani artisti. Sullo sfondo lei - proprio come nel catalogo realizzato dallo studio di Giulio Belletti -, Marina Burani, coraggiosa e anticonformista, silenziosa presenza poco propensa a parlare perché è attraverso quadri e disegni che preferisce colpire l'immaginario di chi le si avvicina.
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