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Visioni d'artista

Mario Previ: anatomia di una partenza

Mario Previ: anatomia di una partenza

13 Aprile 2025, 10:08

Moglie e figlioletto in lontananza osservano il padre in partenza dopo l'ultimo abbraccio. La valigia di cartone, la testa bassa, la natura notturna intorno a fare da scenario. Solo l'angelo lo spinge mitigando il dolore del distacco. E' la mesta scena di un arrivederci, o forse di un addio, quella che Mario Previ racconta nella tela «La partenza dell'emigrante», un olio su vetro dell'anno 2000 ricco di dettagli e carico di sentimenti. Un viaggio verso l'ignoto permeato di paura mista alla speranza di un futuro migliore.
Previ, pittore borgotarese di 72 anni, è autodidatta. Tetraplegico dal 1971, in seguito a un tuffo drammatico in fiume, ha iniziato a dipingere quando, dopo mesi e mesi di totale immobilità, ha ripreso l'uso parziale di un braccio. «Ma non delle dita - spiega lui stesso -. A causa di questa disabilità ho da un lato iniziato a dipingere, dall'altro ho dovuto adattare la pratica agli impedimenti che il mio corpo imponeva. Ho così imparato a utilizzare i colori su vetro dipingendo al contrario. Ogni quadro richiede centinaia di ore di lavoro. Per l'ultimo ne ho impiegato oltre quattrocento. La pittura è diventata la mia ragione di vita».


Previ si ispira alla pittura di Mijo Kovacic, esponente dell'arte naif croata, noto per i suoi paesaggi fantastici, abitati da contadini impegnati in normali attività tipiche della quotidianità rurale.
L'immagine del quadro di Previ, proprio per l'efficacia commovente, è stata scelta per la copertina del libro di Claudio Rinaldi «Dou you speak Pramzàn?». Il direttore della «Gazzetta» ha raccolto le testimonianze di emigrati della Valtaro e della Valceno o dei loro eredi sparsi tra New York, Londra e Parigi (la pubblicazione è in vendita con la «Gazzetta» a 10 euro più il prezzo del quotidiano). Storie di fatica ma anche di successo, di impegno ma anche di grandi gioie. Storie di chi, come il protagonista del quadro di Previ, è partito verso l'ignoto e ha saputo conquistarsi un posto nel mondo.

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