restauro
Immersa nella campagna di Parma, la Fondazione Magnani-Rocca ospita una delle più importanti collezioni d'Arte d'Europa. La Villa è uno scrigno di meraviglie che custodisce capolavori di Monet, Renoir, Cézanne, Goya, Tiziano, Van Dyck, de Chirico e una raccolta di cinquanta Morandi. Il parco romantico avvolge la villa dei capolavori, dove l'anima di Luigi Magnani continua a vivere tra arte e natura. Quello che rende il parco romantico unico nel panorama italiano è la stratificazione di tre secoli di arte del giardino in un solo luogo – un fenomeno raro anche a livello europeo. Nessun'altra istituzione in Italia riunisce una collezione d'arte di tale prestigio internazionale in un parco che armonizza tre diversi modelli di giardino – all'italiana, all'inglese e contemporaneo – creando un'esperienza estetica senza eguali. Alle opere d'Arte di Luigi Magnani custodite nella Villa fanno eco le "opere d'arte viventi" del Parco Romantico. Un restauro da record: i numeri dell’intervento Il grande giardino all'inglese è tornato al suo antico splendore grazie al più importante restauro paesaggistico dell'Emilia-Romagna, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). I numeri dell'intervento:
Il giardino contemporaneo: unico in Emilia Romagna L'elemento più audace del restauro è il giardino contemporaneo: il primo esempio in Emilia-Romagna di "New Perennial Movement" secondo i principi di Piet Oudolf, il designer dei giardini della High Line di New York e del museo Hauser & Wirth nel Somerset. Un nuovo modo di pensare il giardino: più libero, più vicino alla natura, più attento al tempo. Progettato, sì, ma senza imporre una forma fissa. Le protagoniste sono le piante perenni, che tornano ogni anno, e le graminacee, con la loro leggerezza. Ottocento metri quadrati con oltre 6.500 piante disposte "a matrice" per fioriture da marzo a novembre, creando una moderna "collezione botanica" che traduce in chiave vegetale la visione di Luigi Magnani.
Marianna Paulucci: la prima naturalista italiana rivive nel parco Il parco conserva l'eredità rivoluzionaria di Marianna Panciatichi Ximenes d'Aragona in Paulucci - la prima donna italiana a imporsi nel consesso accademico esclusivamente maschile a livello Internazionale. La ricerca storica che ha preceduto il lavoro del restauro ha contribuito alla riscoperta del suo straordinario lavoro scientifico.
Tre secoli di storia del giardino Tanti giardini storici possono vantare una stratificazione storica, ma passeggiando nei sentieri del Parco di Mamiano si ammira un’armonica convivenza dei momenti più alti dell’Arte del Paesaggio occidentale. Il parco conserva l'eredità del generale Filippo Paulucci delle Roncole, che nel 1819 creò il primo giardino formale, trasformato poi dalla visione romantica di suo figlio Alessandro e della moglie Marianna Panciatichi tra il 1850 e il 1860, e completato da Luigi Magnani negli anni '60 del Novecento con un raffinato giardino all'italiana di ispirazione rinascimentale. Oggi il nuovo Giardino Contemporaneo arricchisce ulteriormente questa sintesi, proiettandola nel futuro.
Ospiti illustri e memoria culturale Sotto questi alberi monumentali hanno passeggiato Giorgio Morandi, Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Alberto Moravia, Italo Calvino, Giacomo Manzù e la Principessa Margaret d'Inghilterra. Il parco conserva la memoria di questi incontri che hanno fatto di Mamiano un crocevia culturale cosmopolita, dove arte, letteratura e natura si fondevano in un dialogo creativo unico. Il maestoso cedro del libano alto 37 metri e la sequoia secolare che videro i loro incontri sono oggi alberi monumentali protetti, testimoni viventi di una stagione irripetibile della cultura europea.
Un laboratorio vivente di biodiversità Il parco restaurato non è solo un museo all'aperto, ma un laboratorio vivente che ospita centinaia di specie vegetali e funziona come "stepping stone" nella rete ecologica provinciale. La fauna selvatica protetta include: pavoni, volpi, fagiani, lepri, scoiattoli, rospi, rane e numerose specie di picchi. Il nuovo biolago naturalistico con sistema di fitodepurazione rappresenta uno dei primi esempi italiani di gestione sostenibile dell'acqua in un parco storico.
Informazioni pratiche Il Parco Romantico è visitabile da metà marzo a metà dicembre dalle 10 alle 18, lunedì chiuso, chiuso anche di martedì in luglio e agosto. I percorsi sono accessibili e adatti a ogni età. Sono disponibili visite guidate specializzate e laboratori didattici. È inoltre possibile vivere il parco in autonomia, con momenti di relax, lettura o picnic nel verde.
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