La paura di una nuova recessione, alimentata dai preoccupanti dati sull'economia cinese e tedesca e dalla guerra dei dazi, spaventa Wall Street che vive un vero e proprio mercoledì nero, mettendo a segno la peggiore giornata dell’anno.
L’ira del presidente americano Donald Trump fa sentire su Twitter e forse non aiuta l’ennesimo durissimo attacco alla Federal Reserve accusata di aver alzato i tassi quando non doveva e ora di riportare giù il costo del denaro troppo lentamente. Trump definisce il presidente della banca centrale e tutti i suoi vertici «inetti» per aver agito troppo frettolosamente quando i tassi di interesse erano vicini allo zero sostenendo l’economia insieme al programma di acquisto dei titoli del Quantitative Easing.
Ora potrebbe essere troppo tardi per porre rimedio alla situazione, «molto male», scrive il presidente Usa che nelle ultime ore ha preso la decisione di rinviare i nuovi dazi nei confronti della Cina: una mossa per non penalizzare l’economia americana in vista delle festività di fine anno.
Ma per Trump «il problema non à la Cina, ma - ribadisce - la Fed». Uno scontro istituzionale senza precedenti e dagli esiti incerti.
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