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La parola all'esperto

«Quota 100», il diritto maturato nel 2021 si può esercitare dopo

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«Quota 100», il diritto maturato nel 2021 si può esercitare dopo

26 Dicembre 2021,07:41

Risponde l'esperto
Paolo Zani
www.tuttoprevidenza.it

Il quesito

Ho maturato quest'anno i requisiti per andare in pensione con Quota 100: 41 anni di contributi e 62 anni d’età. Vorrei continuare a lavorare fino a luglio 2023, utilizzando la Quota 100 già maturata. È possibile o perdo il diritto? La riforma in atto lo impedisce o posso comunque usufruirne?
Lettera firmata

Stiamo, ovviamente, parlando della possibilità di accesso al pensionamento anticipato con la cosiddetta «quota 100», quel provvedimento assunto in via sperimentale per il triennio 2019/2021 con il decreto legge 28 gennaio 2019 n° 4 convertito in legge dalla legge 28 marzo 2019 n° 26. «Quota 100» prevedeva la possibilità di accesso alla pensione al raggiungimento, appunto, di «quota 100» sommando l’età anagrafica agli anni di contributi con un importante limite quello di aver compiuto i 62 anni di età anagrafica. L’art. 14 del citato decreto legge prevede espressamente che il requisito di età (62 anni) e di contributi (38 anni) debbano essere entrambi maturati entro la data del 31 dicembre 2021; in questo caso l’accesso alla pensione potrà essere esercitato anche in data successiva. Recita testualmente l’art. 14 del decreto legge N° 4/2019: «…Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 può essere esercitato anche successivamente alla predetta data, ferme restando le disposizioni del presente articolo. Il requisito dietà anagrafica di cui al presente comma, non è adeguato agli incrementi alla speranza di vita di cui all’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. «E’ importante sottolineare che per espressa disposizione legislativa il requisito dell’età non è soggetto all’adeguamento per gli incrementi dell’aspettativa di vita, anche se, in verità, purtroppo quest’anno, anche per effetto della pandemia Covid, semmai dovremmo parlare di decrementi dell’aspettativa di vita. Direi che nel suo caso non dovrebbero esserci problemi di sorta. La riforma, se di riforma si può parlare, in atto non prevede cambiamenti in merito. Quasi sicuramente «quota 100» non verrà prorogata ma sostituita da «quota 102» che ricalcherà il provvedimento precedente con l’unica variazione che i requisiti di età saranno portati a 64 anni lasciando inalterati quelli di contribuzione. Ma, come detto, per espressa volontà legislativa vengono fatti salvi i diritti acquisiti per chi, come nel suo caso, questi requisiti li ha maturati entro in 31 dicembre 2021 termine di vigenza del regime sperimentale valido per il triennio 2019/2021. Piuttosto una cosa: nel 2023 al di là della possibilità dell’accesso a pensione con «quota 100» lei potrebbe accedere al pensionamento in via ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi e a conti fatti, se nel 2021 aveva maturato 41 anni di contributi, a luglio 2023 non sarà lontano da questo requisito. Che vantaggio avrebbe ad accedere al pensionamento anticipato in via ordinaria? Nessuno in particolare se non quello che potrebbe continuare l’attività lavorativa senza particolari restrizioni invece previste per chi accede al pensionamento con «quota 100».

© Riproduzione riservata

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