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Crédit Agricole interessata a Carige? "No comment"

Crédit Agricole interessata a Carige? "No comment"

05 Gennaio 2022,22:55

Il Crédit Agricole potrebbe aver presentato un’offerta al Fitd per Banca Carige. E’ la voce che circola con insistenza in ambienti finanziari mentre il Credit Agricole Italia, che fino a qualche giorno fa continuava a negare un interesse per l’istituto ligure, oppone un «no comment» al rumor. Non è stato possibile avere un commento dal Fondo Interbancario di tutela dei depositi. L’offerta dei francesi, freschi dell’acquisizione del Creval, si contrapporrebbe a quella di Bper, che ha proposto al Fitd di rilevare la sua quota per un euro dopo un ricapitalizzazione da un miliardo a carico del Fondo. 

La proposta della Banque Verte, in caso di presentazione, confermerebbe l’interesse per il sistema bancario italiano dei francesi, reduci nel 2021 dall’acquisizione del Creval e delle quote di minoranza di Friuladria, dopo aver rilevato nel 2018 le Casse di Risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato.

Da diverso tempo si inseguivano rumor sul fatto che l'Agricole potesse farsi sotto per Carige, un dossier che i francesi, entrati nella data room dei liguri, si dice conoscessero bene e studiassero da tempo. Ma le indiscrezioni erano state raffreddate a metà dicembre da Maioli: Carige, aveva detto nel corso del consiglio nazionale della Fabi, «è un dossier che conosco poco e non sono in grado di dare indicazioni. Non abbiamo altri dossier» dopo Creval.

Ad accelerare i giochi sarebbe stata la discesa in campo di Bper che il 14 dicembre scorso ha presentato a sorpresa un’offerta non vincolante per l’88% circa del capitale in mano al Fitd e a Ccb, offrendo un euro e chiedendo al Fondo interbancario di ricapitalizzare la banca con un miliardo allo scopo di spesare i costi di ristrutturazione senza impatti sugli indicatori di capitale degli emiliani e garantendo agli stessi una crescita dell’utile per azione a doppia cifra a partire dal 2023.

La proposta era stata respinta dal Fitd in quanto l’iniezione di capitale richiesta eccedeva i limiti statutari del fondo. A quel punto Bper si era offerta di sedersi al tavolo per discuterla, rimuovendo diversi dei paletti posti con l’offerta originaria, ma chiedendo l’esclusiva. Di fronte al silenzio del Fitd la banca emiliana si era rivolta alla Consob chiedendo che venisse fatta luce sull'esistenza di ulteriori proposte o trattative. Ora la possibile offerta dei francesi aprirebbe la sfida con gli emiliani, che hanno in Unipol l’azionista di riferimento, per la creazione del "terzo polo" bancario.

La proposta della Banque Verte, in caso di presentazione, confermerebbe l’interesse per il sistema bancario italiano dei francesi, reduci nel 2021 dall’acquisizione del Creval e delle quote di minoranza di Friuladria, dopo aver rilevato nel 2018 le Casse di Risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato.
Da diverso tempo si inseguivano rumor sul fatto che l'Agricole potesse farsi sotto per Carige, un dossier che i francesi, entrati nella data room dei liguri, si dice conoscessero bene e studiassero da tempo. Ma le indiscrezioni erano state raffreddate a metà dicembre da Maioli: Carige, aveva detto nel corso del consiglio nazionale della Fabi, «è un dossier che conosco poco e non sono in grado di dare indicazioni. Non abbiamo altri dossier» dopo Creval.

Ad accelerare i giochi sarebbe stata la discesa in campo di Bper che il 14 dicembre scorso ha presentato a sorpresa un’offerta non vincolante per l’88% circa del capitale in mano al Fitd e a Ccb, offrendo un euro e chiedendo al Fondo interbancario di ricapitalizzare la banca con un miliardo allo scopo di spesare i costi di ristrutturazione senza impatti sugli indicatori di capitale degli emiliani e garantendo agli stessi una crescita dell’utile per azione a doppia cifra a partire dal 2023.

La proposta era stata respinta dal Fitd in quanto l’iniezione di capitale richiesta eccedeva i limiti statutari del fondo. A quel punto Bper si era offerta di sedersi al tavolo per discuterla, rimuovendo diversi dei paletti posti con l’offerta originaria, ma chiedendo l’esclusiva. Di fronte al silenzio del Fitd la banca emiliana si era rivolta alla Consob chiedendo che venisse fatta luce sull'esistenza di ulteriori proposte o trattative. Ora la possibile offerta dei francesi aprirebbe la sfida con gli emiliani, che hanno in Unipol l’azionista di riferimento, per la creazione del 'terzo polò bancario. 

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