×
×
☰ MENU

A INIZIO 2022

Dop e Igp, restano sul tappeto le questioni Prosek e aceto balsamico sloveno

Fra i provvedimenti legislativi allo studio del Parlamento Ue rientra la riforma delle Indicazioni geografiche

Dop e Igp, restano sul tappeto le questioni Prosek e aceto balsamico sloveno

di Andrea Violi

05 Gennaio 2022,18:38

Il 2022 eredita dall’anno vecchio diverse sfide per il settore agroalimentare e, secondo le attese, dovrebbe portare soluzioni. Più o meno positive? Si vedrà nei prossimi mesi. Fra le battaglie di rilievo per le filiere italiane, il Prosek e l’«aceto balsamico» della Slovenia. Coinvolgono in particolare il Veneto e l’Emilia-Romagna ma in realtà il problema travalica i confini regionali e riguarda, nei suoi meccanismi, qualunque Dop o Igp del Paese. Per combattere i vari tipi di tentativi di imitazione o di denominazioni un po’ troppo «Italian sounding» dovrebbe nascere una «task force» del governo. Uno dei «casi» aperti infatti è quello di un aceto balsamico sloveno. Anche qui la mobilitazione delle istituzioni è trasversale, Regione Emilia-Romagna in testa, con l’assessore Alessio Mammi che ha definito la posizione della Slovenia «un precedente pericoloso per i nostri prodotti a denominazione d’origine». A metà dicembre se n’è discusso anche all’assemblea del Consorzio dell’Aceto balsamico di Modena. La presidente Mariangela Grosoli ha sottolineato che «il fattore determinante diventa il tempo: non c’è un minuto da perdere, c’è da agire con immediatezza per non mettere in difficoltà il nostro comparto».

Il sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ha parlato delle contromisure: «Nelle prossime settimane chiederemo al Presidente del Consiglio di autorizzare l’avvio della procedura d’infrazione prevista dal Trattato - ha detto -. La Slovenia, infatti, procede velocemente con la produzione di aceti balsamici “tarocchi” e ingannevoli per i consumatori europei. Inoltre vorremmo a breve istituzionalizzare una cabina di regia a livello nazionale interministeriale, per coinvolgere non solo il Mipaaf ma anche il Mise, il Ministero degli Esteri e di volta in volta i ministeri interessati, nella creazione di una task force che ci permetta di essere pronti e reattivi se e quando ci troveremo di fronte a situazioni analoghe».

Il 2022 dovrebbe quindi portare a nuovi sviluppi sul caso sloveno. Lo stesso vale per la domanda di registrazione come «menzione tradizionale» del Prosek, vino della Croazia il cui nome appare fin troppo simile, a giudizio dell’Italia, a quello del Prosecco. È attesa quest’anno la decisione della Commissione europea se accettare o meno la registrazione. Da tempo i politici italiani e la filiera produttiva si sono attivati per contestare la richiesta dei croati. A inizio 2022 il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli si è detto ottimista. A metà dicembre, inoltre, Patuanelli aveva auspicato una riforma del sistema dei prodotti tutelati per evitare altri «casi Prosek». «A parole tutti sono inclini a dire che il sistema delle Dop e Igp vada rafforzato, ma poi servono i fatti per evitare, anche soltanto di valutare, possibili casi come il Prosek. Vorrei un sistema di protezione europeo per le indicazioni geografiche che consenta di non ricevere mai più questo tipo di domande», ha detto il ministro intervenendo alla presentazione del Report della Commissione agricoltura europea.

Alla presentazione il parlamentare europeo Paolo De Castro ha ricordato che fra i provvedimenti legislativi allo studio rientra la riforma delle Indicazione geografiche. In precedenza De Castro aveva inviato una lettera al Commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski sulla procedura aperta, rimarcando che le norme Ue prevedono per Dop e Igp la tutela «da ogni abuso, imitazione o evocazione». Al Parlamento Ue ha affrontato il tema anche l’eurodeputata leghista Mara Bizzotto (gruppo Identità e Democrazia a Strasburgo): in un’interpellanza ha sottolineato che la richiesta di riconoscimento del nome Prosek «confligge chiaramente con la Dop italiana “Prosecco”, riconosciuta e protetta dal diritto dell’Ue, che tutela oltre 8.000 produttori italiani». L’interpellanza ha chiesto alla Commissione Ue come intenda rafforzare le norme a tutela di Dop e Igp e come intenda «garantire la capacità dell’Ue di difendere, sia nel mercato interno sia in quello extraeuropeo, le denominazioni Dop/Igp/Ig/Stg dai molteplici tentativi di utilizzo fraudolento o strumentale da parte di Paesi, organizzazioni o società private». La questione è aperta, ognuna delle parti fa i propri passi: l’Italia ha presentato un dossier; la Croazia deve depositare le sue controdeduzioni, poi si dovrebbe arrivare alla decisione dell’Europa in tempi relativamente rapidi. 

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI