×
×
☰ MENU

Report Fabi

Sportelli addio: la mappa della desertificazione

Nel 2024 sono saliti del 6,2% i comuni senza filiali. Soffrono anziani e pmi

Sportelli addio: la mappa della desertificazione

Da sinistra Luca Gianella Coordinatore provinciale Fabi Parma e Mario Bertoli Segretario provinciale Fabi Parma.

05 Marzo 2025, 13:27

Continua la contrazione pesante di sportelli bancari fagovitati dalla crescita del digitale e dai tagli dei costi. Il report della Fabi racconta chiaramente la desertificazione bancaria italiana: tra il 2023 e il 2024 il numero di cittadini residenti in comuni privi di sportelli bancari è aumentato di 640.282 unità (+15,6%), raggiungendo quota 4.739.273. Parallelamente, i comuni senza una filiale sono saliti da 3.180 a 3.377 (+6,2%) con una distribuzione del fenomeno che colpisce soprattutto le aree interne e le regioni del Sud. A livello regionale, il «primato» di residenti senza sportelli nel 2024 spetta alla Campania seguita da Lombardia, Piemonte, Calabria e Sicilia. Queste cinque regioni da sole rappresentano il 71% della popolazione senza filiali. Gli incrementi più consistenti in valore assoluto si registrano in Sicilia (+113.332 persone), Veneto (+55.682) e Lazio (+37.844), mentre in termini percentuali il fenomeno è più marcato in Trentino-Alto Adige (+43,8%), Toscana (+25,0%) e Veneto (+17,4%). Sul piano provinciale, la maggiore popolazione senza banca si concentra a Caserta (250.271 residenti), Torino (247.322) e Cosenza (217.955). Gli aumenti più significativi riguardano Palermo (+35.437, +75,3%), Catania (+33.765, +84,8%) e Ascoli Piceno (+9.901, +103,7%). L'Emilia-Romagna registra un aumento del 24% nel numero di comuni privi di banche, seguita dalla Toscana (+25%) e dal Trentino-Alto Adige (+43,8%).

La chiusura delle filiali bancarie, guidata dalla digitalizzazione e dalla razionalizzazione dei costi, sta lasciando intere comunità senza accesso ai servizi essenziali. Gli anziani, le imprese locali e i cittadini meno digitalizzati risultano i più penalizzati, dovendo affrontare trasferte più lunghe per svolgere operazioni bancarie di base. In molte zone, il fenomeno si accompagna alla riduzione degli sportelli automatici, rendendo più difficoltoso anche il prelievo di contante. La tendenza - spiega la Fabi - evidenzia l’urgenza di misure per garantire un accesso equo ai servizi finanziari, bancomat evoluti e soluzioni di banking mobile. L’assenza di interventi rischia di aggravare il divario finanziario tra le diverse aree del Paese, con ripercussioni sullo sviluppo economico e sulla qualità della vita delle comunità locali.
La riduzione degli sportelli bancari impatta soprattutto le aree periferiche, lasciando intere comunità senza accesso ai servizi essenziali. Questo fenomeno colpisce in particolare gli anziani, le piccole imprese e i professionisti, che si trovano a dover percorrere decine di chilometri per raggiungere la filiale più vicina. Inoltre, la progressiva digitalizzazione dei servizi bancari non riesce a colmare il gap per chi non ha dimestichezza con la tecnologia, ampliando le disuguaglianze territoriali e sociali. La tendenza alla chiusura delle filiali - sottolinea la Fabi - «è spinta dalle strategie di ottimizzazione dei costi degli istituti di credito, ma rischia di creare un problema di inclusione finanziaria sempre più grave. La questione della desertificazione bancaria dovrebbe diventare una priorità per le istituzioni. Inoltre, la spinta verso la digitalizzazione non è accompagnata da un'adeguata formazione della popolazione più anziana o meno alfabetizata digitalmente. Anche la sicurezza delle transazioni diventa un problema, soprattutto per chi non è abituato a operare online».

Per Luca Gianella, coordinatore provinciale della Fabi, «i dati meritano una soglia di attenzione forte. Anche il nostro territorio nel corso del 2024 ha visto un ulteriore comune rimanere completamente privo di sportelli bancari. La provincia di Parma conta a oggi oltre 5.000 abitanti costretti a spostarsi di diversi chilometri per raggiungere i comuni serviti da filiali bancarie. La tendenza alla chiusura delle filiali potrebbe accentuare nel corso del tempo il problema dell’ inclusione finanziaria, lasciando ai margini coloro che ancora non hanno dimestichezza con la tecnologia. La questione della desertificazione bancaria, che come Fabi monitoriamo, deve diventare prioritaria per le istituzioni».
Gli fa eco il segretario provinciale della Fabi Mario Bertoli: «In alcune zone periferiche delle città per non parlare dei piccoli comuni, la chiusura di una filiale significa costringere le persone a spostarsi anche di alcuni chilometri per trovare un bancomat funzionante che spesso non è della propria banca di riferimento e questo significa pagare una commissione su ogni prelievo. Il servizio bancario rientra tra i servizi essenziali e quindi la Fabi dice basta alla chiusura di altri sportelli».


 

© Riproduzione riservata