Lactalis punta sull'Italia: investirà altri 400 milioni entro il 2030. Anche nello stabilimento Parmalat di Collecchio
Nuova sede e potenziamento degli stabilimenti, in 15 anni quasi un miliardo di euro
03 Febbraio 2026, 19:14
Il gruppo Lactalis consolida il proprio ruolo di primo piano nel sistema agroalimentare italiano con l’impegno a investire 400 milioni di euro entro il 2030, confermando la strategicità dell'Italia a livello europeo. L'impegno, si legge in una nota, si inserisce in una visione industriale di lungo periodo, con quasi un miliardo di euro di investimenti nell’arco di 15 anni.
Le risorse, che coinvolgeranno numerosi siti italiani, saranno destinate allo sviluppo delle attività industriali e logistiche, al potenziamento degli stabilimenti produttivi e delle piattaforme di distribuzione, oltre che alla ricerca e sviluppo e a un articolato programma in ambito tecnologico e di sicurezza dei sistemi, con l’obiettivo di rafforzare la capacità produttiva, migliorare l’efficienza dei processi e sostenere l'evoluzione dei principali brand, tra i quali figurano Galbani Santa Lucia, Parmalat, Zymil, Chef e Ambrosi. «Confermiamo il nostro impegno a investire a lungo termine in Italia, rafforzando stabilimenti e capacità produttiva, con grande attenzione a sostenibilità e innovazione», ha dichiarato l'ad di Lactalis Italia, Giovanni Pomella. «Il nuovo headquarter di Milano rappresenta un’ulteriore presenza sempre più forte in Italia, mentre il potenziamento dei nostri stabilimenti chiave consolida le infrastrutture produttive e logistiche, stimola l'innovazione e l’efficienza operativa, per contribuire a produrre maggiore valore nei territori dove siamo presenti e conferma la fiducia che riponiamo nelle persone e nei brand che costituiscono la storia e l’identità di Lactalis in questo Paese». Nel piano di investimenti si inserisce il progetto da 36 milioni di euro del nuovo headquarter a Milano, nella Torre Nuvolari, da oggi Torre Lactalis. Sul fronte degli stabilimenti sono previsti investimenti per l’automazione dei magazzini e il rafforzamento delle piattaforme logistiche, come nel sito di Collecchio, e per l’incremento della capacità produttiva a Casale Cremasco, Certosa di Pavia, Corteolona, Castenedolo, Campoformido e Mondragone.