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ECONOMIA

Servono scelte adeguate al momento 

Assurde divisioni nel governo

di Alfredo Alessandrini

21 Gennaio 2022,11:57

L’attuale fase politica sta vivendo un momento confuso a nostro avviso per una serie di problemi: sicuramente il primo e più importante riguarda l’imminente scadenza della elezione del Presidente della Repubblica.
Nei momenti antecedenti ad ogni elezione del Capo dello Stato prevalgono i tatticismi, con lo scopo ovviamente di ottenere il risultato di concorrere alla scelta considerata la migliore ma anche di acquisire meriti futuri.
Il momento sociale ed economico molto grave suggerirebbe invece di avere una visione di alto profilo con un confronto chiaro e comprensibile da parte dei cittadini Italiani del percorso che le singole forze politiche stanno compiendo; l’ideale sarebbe che il percorso sfociasse in un momento di confronto per raggiungere l’obiettivo di una elezione con una convergenza ampia dei grandi elettori su una persona di altissimo profilo morale, con una provata competenza e con un prestigio nazionale ed internazionale consolidato.


Tutto questo si inserisce in un momento di particolare difficoltà, ed è il secondo problema, che è quello di una situazione sanitaria legata alla pandemia molto grave, con purtroppo centinaia di morti e milioni di contagiati. Questo fatto richiede un Governo nel pieno della sua funzionalità e con un ampio sostegno parlamentare. Ma, ed arriviamo al terzo problema, proprio il Governo sta attraversando un momento di difficoltà con critiche che arrivano, oltre che come è ovvio dall’opposizione, anche da alcuni partiti che lo sostengono. Tutto questo in un quadro europeo che deve affrontare passaggi difficili come abbiamo potuto vedere nel recente Eurogruppo alle prese con il problema delle regole di Bilancio e con la conseguente revisione del Patto di Stabilità che è stato temporaneamente sospeso e con l’approvazione del Mes, il fondo salva Stati che è profondamente divisivo per le forze politiche italiane.


È ovvio che per affrontare questi temi nella sede propria del Consiglio Europeo occorre un Governo e soprattutto un Presidente del Consiglio con grande autorevolezza, competenza e prestigio e con il forte sostegno parlamentare. Vi sono, poi, importanti problemi economici da affrontare cercando soluzioni non contingenti e quindi non di breve periodo: alludiamo alle pesanti ricadute sulle famiglie del costo delle bollette energetiche, dell’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e non solo a causa dell’inflazione, che rimarrà elevata ancora per un tempo non breve, dei dati occupazionali, delle nuove povertà. Dal lato delle aziende permane il problema della crescita dei costi energetici, dell’aumento dei costi delle catene di approvvigionamento, della scarsità di prodotti semilavorati e finiti come base delle produzioni nazionali, più in generale della ristrutturazione delle catene del valore. Vi è poi il problema, evidenziato in un recente editoriale di Patrizia Ginepri sulla Gazzetta di Parma dell’impatto sulla produzione del numero elevato di lavoratrici e lavoratori assenti in quanto contagiati dal Covid.


Un quadro complessivo complesso sia dal punto di vista sociale che economico, con la necessità di scelte di politica economica e industriale di lungo respiro per l’impatto che avranno sulla crescita del Pil e di conseguenza sulla sostenibilità dell’imponente debito del nostro Paese. Altrettanto rilevante è il capitolo della transizione ambientale, con la necessità di procedere rapidamente ad un passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili. Ricordiamo, a proposito di caro bollette, che il costo storico di produzione di energia da pannelli fotovoltaici è diminuito in modo importante. Ma questa transizione va presidiata, accompagnata, pianificata, sostenuta in quanto l’impatto della trasformazione non è indolore. Anche per la transizione digitale la trasformazione necessaria è imponente, con la necessità di interventi oltre che sulle reti, sui dispositivi e sull’organizzazione del lavoro anche sulla formazione.


Tutto questo ragionamento sostiene il livello di preoccupazione che abbiamo evidenziato rispetto alle incertezze del quadro politico. Siamo ad una curva della storia del Paese, in un momento importante per il futuro dei nostri figli e nipoti. Il Paese ha sorpreso tutti con la crescita importante e imprevista nella dimensione del 2021. Ha le pre-condizioni necessarie dal punto di vista umano, industriale, dei servizi e della comunità civile. La politica, nelle sedi istituzionali, deve produrre uno sforzo di sintesi, di coordinamento, di coesione in grado di guidare davvero il processo di cambiamento di cui il Paesi ha estremo bisogno.

© Riproduzione riservata

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