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Editoriale

I meriti di Guerra e i passi falsi degli avversari

I meriti evidenti e i passi falsi degli avversari

di Stefano Pileri

14 Giugno 2022,14:03

Alla fine a Michele Guerra sono mancati circa quattromila voti per conquistare il Municipio al primo turno. Un’impresa che in questi quasi trent’anni di elezione diretta del sindaco, a Parma, era riuscita solo una volta a Elvio Ubaldi. Ma quella volta, nel 2002, Ubaldi era il sindaco uscente alla ricerca della riconferma. Michele Guerra no.

Questa per Michele Guerra era la prima competizione elettorale in assoluto. Non aveva mai fatto attività politica prima di essere nominato assessore alla Cultura cinque anni fa da Pizzarotti. E questo elemento, se possibile, rende il suo risultato ancora più rilevante e i suoi meriti ancor più evidenti. Non solo è riuscito a riportare un po’ di concordia in una coalizione costruita fra le polemiche e le contestazioni. Non solo è riuscito a tenere insieme il Pd e l’anima pizzarottiana che arrivavano da dieci anni di scontri molto aspri. È riuscito anche a dosare i toni della campagna in modo quasi perfetto, controllando un gruppo Dem agguerrito e un sindaco “ingombrante” come Pizzarotti.
Ma è evidente che dietro il risultato di questo primo turno non ci sono solo i meriti di Guerra. Altrettanto pesanti, se non di più, sono gli errori e i passi falsi compiuti fin qui dai suoi principali avversari. Un centrodestra che, dopo anni di contestazioni all’amministrazione Pizzarotti, ancora una volta, non è riuscito a trovare una soluzione unitaria da proporre ai parmigiani. Lega e Forza Italia hanno appoggiato l’ex sindaco Pietro Vignali che era alla ricerca di una rivincita personale. Tentativo generoso ricompensato da un buon risultato della sua lista civica che incassa, ad esempio, molto più dei suoi alleati ma anche un po' più delle liste di Effetto Parma e Guerra sindaco. Però difficilmente i ritorni al passato, tanto più se si tratta di un passato con pagine contestate, riescono a mobilitare masse di elettori capaci di spostare i risultati elettorali.
La corsa solitaria di Fratelli d’Italia ha ottenuto una percentuale di voti ben al di sotto delle aspettative per il partito della Meloni. Che incassa comunque la (magra) consolazione di essere riuscito a superare la Lega, ridotta a un davvero disastroso quattro per cento. Un risultato fallimentare per chi, come il Carroccio, non più tardi di due anni fa in città, viaggiava intorno al trenta. La sostanza è che, fra un litigio e l’altro, i partiti di Salvini e Meloni, sommati, a Parma ottengono poco più di un misero undici per cento, molto meno della lista Vignali sindaco. Segno evidente che molti elettori di centro destra hanno scelto di restarsene a casa. O di votare altri. Forse Dario Costi, che probabilmente sperava in qualcosa di più da questa avventura elettorale. Ma, visto l’andamento dei competitor di Guerra, non può certo lamentarsi per il suo 13%.
Cosa succederà ora in vista del ballottaggio? Possibile, ma molto improbabile che il centrodestra riesca a richiamare alle urne quegli elettori che hanno deciso di starsene a casa domenica. Vignali può cercare di mettere insieme tutti coloro che, per un motivo o per l’altro, non vogliono un successo dell’alleanza che vede uniti Pd e Pizzarotti. E deve sperare in un rilassamento degli avversari. Dieci anni fa Vincenzo Bernazzoli era avanti di circa venti punti su Federico Pizzarotti dopo il primo turno. E finì come tutti sappiamo. Ma allora c’era l’onda grillina. Questa volta, almeno per ora, di nuovo all’orizzonte non si vede nulla.

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commenti 2
  • pierlvignoli

    16 Giugno 2022 - 14:30

    Speriamo che qualcuno si ravveda, specialmente la signora Ubaldi, che nello sgambettare ancora una volta i i 'trinariciuti ' di Guareschiana memoria, a parte il fatto che di quelli ................

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    • Oppilif Izzotreb

      17 Giugno 2022 - 22:49

      In italiano comprensibile?

      Rispondi

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