Avere grandi tatuaggi sulle braccia è sconsigliato per un carabiniere e può costituire un illecito sul piano disciplinare, ma la cessazione del rapporto è una punizione eccessiva. Su questi presupposti il Tar di Bologna ha accolto il ricorso di un appuntato in servizio in città che si era visto infliggere la sanzione disciplinare di stato della perdita del grado per rimozione, proprio a motivo dei tatuaggi sugli avambracci.
Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto il motivo di impugnazione sollevato dall’appuntato - difeso dagli avvocati Giorgio e Giovanni Carta - riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione inflitta rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l'Amministrazione» nè si ravvisa «la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva», bensì vi sono «i presupposti per l'applicazione di una sanzione più mite>; Il TAR ha aggiunto che <la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego» dell’appuntato «presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte, sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».
Foto d'archivio
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