Europarlamento
Nuovi interventi europei urgenti e incisivi sul fronte energetico, proroga della sospensione del Patto di stabilità ma senza rinunciare alla sua riforma e avanti tutta con la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): per Irene Tinagli, presidente della commissione economica (Econ) dell'Europarlamento, sono queste le principali azioni che devono essere portate avanti per affrontare la doppia crisi innescata da pandemia e guerra. Un fronte sul quale, ha sottolineato la vicesegretaria del Pd, «il Parlamento europeo è in prima linea», oggi come ieri, per indicare soluzioni e «mandare segnali politici molto chiari ai governi nazionali».
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In questo contesto, per la presidente della commissione Econ, è importante «non mollare la presa» e implementare i progetti del Recovery in maniera "rapida e incisiva" poichè il piano già prevede interventi destinati a favorire la transizione energetica, cioè «il fronte su cui dobbiamo accelerare il più possibile per arrivare a una maggiore indipendenza dalla Russia». Piccoli aggiustamenti del piano per tenere in conto gli aumenti dei prezzi e altri fattori esterni, sono possibili. Ma senza stravolgimenti o rinvii. «Spero che tutte le forze politiche capiscano l'urgenza di continuare a lavorare con serietà alle riforme e agli investimenti del piano». Tinagli è comunque convita che, sul fronte dell'energia, «a livello europeo bisogna fare molto di più». A cominciare dalla fissazione di un tetto al prezzo del gas importato e distribuito.
Quanto alla proroga al 2023 della clausola di salvaguardia per la sospensione dell'applicazione del Patto di stabilità e crescita, l'esponente Pd ritiene che sia ormai un'ipotesi «abbastanza condivisa, anche se non scontata». Ma avverte che l’eventuale proroga «non sostituirà la necessità di un intervento europeo» a sostegno dei Paesi più esposti alla crescita del debito. «Non dico che serva un nuovo Next generation Eu, ma qualcosa di più mirato e circoscritto sì».
Inoltre, bisognerà comunque procedere alla riforma del Patto. Per Tinagli «la priorità assoluta sarà quella di rendere sostenibili i percorsi di rientro del debito» tenendo conto delle situazioni dei singoli Paesi ed evitando tagli indiscriminati che possano innescare spinte recessive. E mettendo al riparo i Paesi più esposti, tra cui c'è sicuramente l'Italia, da potenziali attacchi speculativi. Un tema su cui pare stia emergendo una certa consapevolezza tra i partner europei, anche dei cosiddetti «frugali» come l’Olanda. Più in salita il percorso per una eventuale Golden rule, cioè lo scorporo di determinati investimenti dal calcolo del deficit e del debito. «Ogni Paese ha le sue esigenze e appare difficile stabilire in tempi rapidi una regola che soddisfi tutti. Forse è più percorribile la strada di uno strumento europeo mirato e flessibile per sostenere investimenti in alcuni ambiti strategici fissati a livello Ue, ma è ancora presto per dire se e quando ci si potrà arrivare», ha concluso Tinagli.
A cura di Ansa Bruxelles
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