Commercio
Negozi sfitti in aumento nel centro storico e in Oltretorrente. In un anno le saracinesche abbassate sono passate da 347 a 371 di cui 292 centro storico e 79 in Oltretorrente (esclusi i borghetti), con un incremento di 24 attività che hanno cessato l’attività negli ultimi dodici mesi e di 100 negli ultimi due anni. È quanto emerge dalla rilevazione 2026 (che fa seguito a quelle realizzate nel 2024 e 2025) effettuata dal gruppo Vignali in collaborazione con le associazioni «Vivi Parma–Parma centro» e «L’Oltretorrente rinasce». Il fenomeno riguarda ormai quasi tutte le vie del centro.
Nel quadrante nord ovest spicca il dato di via Garibaldi che, con le strade laterali, conta oltre 40 negozi sfitti. Il saldo finale in quest'area del centro è fortemente negativo visto che le saracinesche abbassate passano da 93 a 129. Nel quadrante sud ovest si evidenzia la grande crisi di via Mazzini, che arriva ad avere 17 negozi sfitti considerando come laterali solo galleria Bassa dei Magnani. Nel quadrante sud-est la tendenza negativa di via Repubblica non si arresta: i negozi chiusi passano da 17 a 21 in un anno. Incrementi anche in via XXII Luglio e in borgo Tommasini, che passano rispettivamente da 12 a 14 e da 9 a 12 attività cessate. Saldo totale in questa fetta del centro: 88 negozi sfitti nel 2026 contro gli 81 del 2025.
Passiamo al quadrante nord-est dove emerge il lento declino di via Saffi che passa da 5 a 9 negozi chiusi che, in totale in quella zona, passano da 30 a 40. Infine l’Oltretorrente, che rispecchia la crisi del commercio che sta attraversando gran parte del centro storico. Via Bixio fotografa plasticamente questa situazione: lo scorso anno i negozi sfitti erano 40, oggi sono 45. Ormai nel primo tratto di questa via il commercio è letteralmente morto. Anche via Imbriani registra un aumento, da 12 a 14 serrande abbassate. Nel complesso, le attività cessate in Oltretorrente sono 79 senza considerare i borghetti che l’anno scorso erano 34.
«La desertificazione è una strage silenziosa figlia di più fattori – spiega Pietro Vignali, capogruppo in consiglio comunale –. Paghiamo un ritardo su svariati piani. In primis il regolamento del commercio nel centro è rimasto per più di un anno nel cassetto, poi è stato annacquato con modifiche che lo hanno snaturato e indebolito e ancora oggi non viene applicato proprio nella parte che riguarda i negozi sfitti, che prevedeva una serie di misure.»
«Questa situazione – prosegue – è anche figlia di errori e della mancanza di politiche adeguate per il traffico veicolare, per i parcheggi e per l’accessibilità in generale, oltre che per il trasporto pubblico. Manca un piano parcheggi di struttura per il centro storico e gli scambiatori sono abbandonati.»
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