Carabinieri
Le hanno inventate proprio tutte: dai pantaloni a zampa, ai magneti, alle scatole schermate. A Fidenza, colpi in serie nel centro commerciale.I furti erano stati messi a segno in cinque negozi: un 31enne è finito in manette e due donne di 31 e 32 anni sono state denunciate alla Procura di Parma. I tre, tutti di origini sudamericane, sono ritenuti – sulla base degli accertamenti – presunti responsabili, in concorso, di furto e ricettazione.
L’intervento risale al tardo pomeriggio dell’8 marzo. Alle 18:30 una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile di Fidenza è entrata in azione nel noto polo commerciale della zona, dopo la segnalazione del 112 partita dall’istituto di vigilanza: un uomo e due donne si stavano muovendo con atteggiamento sospetto tra i punti vendita di abbigliamento. Raccolte le prime testimonianze, i militari hanno ricostruito la sequenza: poco prima delle 18 i tre erano arrivati con un’utilitaria dal colore sgargiante, parcheggiata in un’area defilata. Avrebbero effettuato un primo sopralluogo in un negozio, con l’uomo nel ruolo di “palo”, per poi allontanarsi e rientrare verso le 18:15. Prima di rimettere piede in un secondo esercizio, l’uomo si sarebbe cambiato il cappotto, verosimilmente per eludere controlli. Alle 18:40, all’uscita dal punto vendita, il terzetto è stato bloccato dai "vigilantes".
Scoperti, i tre avrebbero tentato di dileguarsi separatamente. Fermati, avrebbero fornito versioni false nel tentativo di negare legami tra loro. Presi in custodia e identificati, sono risultati già noti per reati contro il patrimonio; per la 32enne è emerso inoltre lo status di irregolare sul territorio nazionale e la pregressa espulsione.
Con il supporto di una pattuglia della Stazione di Soragna, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni accurate: addosso all’uomo sono saltate fuori sei t‑shirt arrotolate, del valore di 240 euro, complete di cartellini ma senza placche antitaccheggio. Erano occultate nei calzini, il volume dissimulato da pantaloni a “zampa d’elefante”. Negli stessi calzini, una calamita industriale, idonea a staccare rapidamente dispositivi magnetici. La 31enne aveva con sé una scatola artigianalmente schermata con materiale isolante, contenente un paio di occhiali da sole griffati, senza scontrino. Le ricerche sono proseguite sull’auto in uso al gruppo: nel bagagliaio e nell’abitacolo, i militari hanno rinvenuto altri capi e accessori di cinque brand blasonati, per oltre 500 euro, tutti con cartellino ma privi di sistemi di sicurezza. A bordo anche una tronchese in acciaio e una borsa da donna modificata con strati di fogli di alluminio e nastro isolante, verosimilmente per inibire gli antitaccheggio.
La refurtiva, per un totale superiore a 700 euro, è stata riconosciuta e restituita ai responsabili dei cinque negozi, che hanno sporto denuncia. Acquisite le testimonianze e i filmati dei punti vendita, le due donne sono state denunciate, mentre il 31enne è stato arrestato. Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto per lui il divieto di dimora a Parma e provincia. Si precisa che gli indagati sono, allo stato, solo indiziati di delitto e la loro posizione sarà vagliata dall’Autorità giudiziaria lungo tutto l’iter processuale, fino all’eventuale sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
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