Pallacanestro
In difesa è una presenza costante. Uno di quei giocatori che s'incolla all'avversario senza dargli respiro. Ora però Manuele Pezzani, guardia-ala classe 2006, sta provando ad aggiornare il bagaglio tecnico da mettere al servizio della Fulgor Fidenza, nello sprint che conduce al doppio obiettivo: salvezza con la prima squadra e finali nazionali con l'Under 19 Eccellenza. Le ultime due partite in B nazionale raccontano di un Pezzani in crescita, nel minutaggio e sul piano offensivo. A Lumezzane 11 punti in 18 minuti con tre triple mortifere, una dopo l'altra, scagliate nel secondo quarto, ad innescare la rimonta gialloblu, uscita poi vittoriosa dal confronto. Con la capolista Vigevano, domenica scorsa al Palapratizzoli, i minuti spesi sul parquet sono stati 34 e Pezzani (12 punti) l'aveva quasi vinta lui, inchiodando le due schiacciate del sorpasso nei secondi finali del quarto periodo, prima della beffa arrivata all'overtime. Due canestri da urlo. Che valgono un bel poster da appendere in camera e denotano personalità da vendere. «È un gesto tecnico che mi piace, perché conferisce spettacolarità al contesto di gioco. Ma in partita non sempre capita l'occasione propizia per metterlo in pratica» spiega il giovane talento della Fulgor, che ha mosso i primi passi nel Sorbolo Basket School e arrivato ora alla sua sesta stagione a Fidenza, dove ha vinto il campionato di B Interregionale e contribuito al raggiungimento di due finali nazionali con l'Under 19 Eccellenza.
Dopo la partita con Vigevano era più orgoglioso della sua prova o deluso dal risultato?
«Ho vissuto emozioni contrastanti: da una parte prevaleva la soddisfazione per quello che ero riuscito a dare in campo, dall'altra invece mi è rimasto l'amaro in bocca perché non siamo riusciti a battere la capolista, nonostante fossimo stati a lungo avanti nel punteggio».
Di certo avete trasmesso un avviso ai naviganti: per la salvezza c'è anche la Fulgor.
«Per quello sì, abbiamo ritrovato smalto e acquisito una fiducia maggiore. La strada è ancora lunga, ma i risultati aiutano: mettersi in ritmo fa inevitabilmente lievitare le chance di mantenere la categoria. Dobbiamo crederci. L'arrivo di Centanni, Zucca e Milovanovic ha aggiunto al roster qualità ed esperienza: ci stanno dando e ci daranno ancora una grande mano».
Com'è stato cambiare guida tecnica in corso d'opera?
«Una situazione che non avevo mai vissuto prima. Da un giorno all'altro ti ritrovi con un allenatore nuovo, cambiano le regole e l'impostazione del lavoro nella quotidianità. Non è facile. Però con coach Origlio ho instaurato subito un buon feeling».
Cosa ha portato Origlio?
«Sicuramente è arrivata una scossa che ci ha permesso di iniziare a vincere qualche partita. E a noi serviva fare punti. Origlio ha dato un'impronta chiara, trasmette energia positiva facendo capire a ciascun giocatore in che modo le proprie caratteristiche possono essere produttive per la squadra. La scossa l'ho trovata anche sul piano del rendimento personale».
In cosa sente di dover migliorare?
«Mi descrivono come un difensore. E questa cosa mi fa sicuramente piacere. Ma vorrei rendere anche più efficace il mio tiro da tre e poi, anche se può sembrare una banalità, mettere più massa muscolare».
Il Pezzani visto di recente è sulla buona strada.
«Ho vissuto un inizio di stagione complesso: a giugno mi sono operato al menisco dopo essermi infortunato alla vigilia delle finali nazionali con l'Under 19, che ho comunque disputato stringendo i denti. Adesso sto ritrovando la condizione migliore».
A proposito di Under 19, ritiene che le difficoltà incontrate dal gruppo in serie B abbiano condizionato il rendimento generale anche nella categoria giovanile?
«Anche lì c'è stato il cambio di allenatore, dopo l'addio di Bizzozi, una persona cui sono molto legato per tutto quello che mi ha insegnato e per avermi fatto debuttare con i grandi, dandomi in questo modo la possibilità di misurarmi con un campionato difficile ma allo stesso tempo stimolante. Con l'Under 19 il cambio di passo deve ancora avvenire. C'è da dire che in questa categoria, oggi, il livello è reso più competitivo dalla formula che prevede due fasi: i valori si equivalgono, la classifica è piuttosto corta. Lavoriamo con voglia e intensità».
Si dice che non c'è due senza tre. Quindi, finali nazionali nel mirino anche quest'anno?
«Negli ultimi due anni, alle finali nazionali, siamo stati eliminati una volta dall'Olimpia Milano e l'altra da Trento: sarebbe bello poterle sfidare ancora».
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