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Munus, in pandemia raccolti 2,1 milioni: ecco come sono stati usati

Munus, in pandemia raccolti 2,1 milioni: ecco come sono stati usati

16 Maggio 2022,03:01

Munus è un vero e proprio «salvadanaio della solidarietà» che ha messo le ali alla generosità dei parmigiani e ha permesso di raccogliere 2 milioni e 110mila euro per l’emergenza Coronavirus. Questa Fondazione di comunità è nata con lo scopo di essere un ponte tra coloro che desiderano sostenere progetti di solidarietà e le realtà che li realizzano.

Munus fin dall’inizio della pandemia ha lanciato la campagna #aiutiAMOparma. La campagna è stata attivata il 10 marzo del 2020 dai Comuni di Parma, Fidenza e Borgotaro, insieme ad Ausl e Azienda ospedaliero-universitaria ed è stata la più grande mai attivata in provincia.

I fondi raccolti sono stati erogati in soli due mesi dall’avvio della campagna all’Ausl e alle strutture ospedaliere (1 milione e 110mila euro all’Azienda ospedaliera e 885mila euro all’Ausl), mentre entro ottobre 2020 i Comuni hanno disposto le erogazioni agli enti e alle associazioni operative sul territorio nel fronteggiare le situazioni di emergenza sociale correlate alla pandemia (Emporio Solidale, fondazione Giberti onlus, Assistenza pubblica di Borgotaro e Albareto, Seirs Croce Gialla, Ancescao e Svoltare cooperativa sociale- in attesa di rendicondazione). Un’ulteriore testimonianza della sua efficacia è rappresentata dalle spese sostenute per le commissioni, pari al 0,088 per cento.

La scelta di presentare ora la rendicontazione di quanto raccolto per l’emergenza pandemica (la «Gazzetta» ha sempre messo a disposizione uno spazio per promuovere la raccolta fondi nei giorni più «caldi» della pandemia), non è casuale. «Abbiamo deciso di pubblicare ora questa rendicontazione rassicurati dalla speranza di vedere regredire la pandemia – spiega Giorgio Delsante, presidente di Munus -. Dal primo maggio infatti sono state allentate dal governo una serie di restrizioni e nel cuore di tutti alberga la speranza di tornare alla normalità nel più breve tempo possibile. Abbiamo pensato di accompagnare questo squarcio di speranza nel futuro con la rendicontazione di quanto raccolto da Munus durante la pandemia. E’ infatti nostro compito e responsabilità spiegare nella massima trasparenza come sono stati utilizzati i fondi raccolti grazie alla generosità di tanti». «Quanto donato – prosegue Delsante – rappresenta anche un gesto di riconoscenza a chi durante la pandemia ha speso tutto se stesso e a volte la propria vita per salvarne altre. Non bisogna inoltre dimenticare quanti, più di altri, hanno investito affinché la pandemia diventasse gestibile». Un «grazie» particolare il presidente di Munus lo rivolge quindi «a tutte le persone, organismi, imprese, associazioni e gruppi che hanno contributo alla raccolta fondi». «Chiunque legga questo rendiconto – continua - può riconoscersi in uno di questi contributori direttamente o indirettamente».

Giorgio Delsante volge lo sguardo in avanti. «Colgo l’occasione per ricordare che anche in questo momento sono attive tante raccolte significative – dichiara -: quella per il futuro centro oncologico, per l’accoglienza delle persone ucraine e tanti altri progetti di altra natura. Basti pensare che attualmente i fondi gestiti da Munus sono 47, tra grandi e piccoli, espressione della generosità delle persone di Parma e provincia».

L’auspicio è quello di «continuare a credere nell’efficacia del dono – precisa lo stesso Delsante-: Un aforisma dice: “l’amore è l’unica cosa che si moltiplica per divisione”. Dobbiamo condividere e promuovere questo tipo di cultura, con l’auspicio che ogni gesto di bene generi in noi gioia e sentimenti di fratellanza, pace e armonia».

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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