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Ristoranti e pizzerie, contro le disdette cenone con delivery

Ristoranti e pizzerie, contro le disdette cenone con delivery

30 Dicembre 2021, 03:01

Anna Pinazzi

I contagi aumentano, le sale di ristoranti e pizzerie si svuotano. «Le chiamate per prenotare arrivano, peccato che, anche a distanza di poche ore, i clienti richiamino per disdire – fa sapere Giorgio Ferrari del ristorante “Angiol d’or” –. La voglia di regalarsi un pranzo o una cena fuori casa c’è, ma in tanti hanno dovuto annullare la prenotazione per essere entrati in contatto con persone con sintomi o che sono risultate positive al tampone».

La situazione, purtroppo, non varia negli altri ristoranti della città. «Diverse le disdette anche nei giorni scorsi – spiega Francesca Poli di “Inkiostro” –. Anche questa settimana prenotazioni annullate per persone risultate positive o che stanno attendendo l’esito del tampone». Le regole diventano più rigide, prima fra tutte l’adozione del green pass rafforzato. In aggiunta, poi, gli stessi ristoratori autonomamente adottano piccoli accorgimenti per garantire ancora più sicurezza. «Abbiamo deciso di distanziare i tavoli a più di due metri e mezzo – prosegue Francesca Poli – facciamo il possibile per fare stare tutti più tranquilli. I problemi non sorgono nelle sale dei ristoranti». Oltre ai tavoli ancora più distanziati, Andrea Nizzi, presidente Parma Quality Restaurant e chef dei Dodici Monaci, ha deciso «di limitare ancora di più la capienza, soprattutto nei giorni di festa – rivela –. Abbiamo abbassato la capacità delle sale al 30%». L’impegno è tanto, anche la speranza: «Chi decide di mangiare fuori casa deve poterlo fare in totale tranquillità – continua Nizzi –. Le prospettive future? Non sono incoraggianti: speriamo che il superamento di questa ondata di contagi sia l’ultimo sforzo che dobbiamo sostenere. La pandemia – afferma – è stata disastrosa, abbiamo bisogno che la strada diventi in discesa». Tra le tante difficoltà, anche i cambi continui di regole da rispettare: «Chi lavora nel mondo della ristorazione quotidianamente si destreggia tra norme in continuo cambiamento – racconta Edoardo Pietri, titolare della Trattoria del Tribunale –. Ogni giorno c’è una novità. Speriamo che tutto questo serva per migliorare la situazione». C’è poi chi ha scelto, in vista del Capodanno, di tenere chiuso il locale. È il caso dell’Osteria dei Mascalzoni: «Il cenone di Capodanno non lo facciamo, così evitiamo qualsiasi tipo di problema – confida Filippo Cavalli, titolare –. Tanti locali hanno già chiuso, anche noi abbiamo fatto questa scelta».

Da quando la situazione è davvero peggiorata? «Dal 20 dicembre è cambiato il mondo – aggiunge Cavalli –. Da quel momento l’ondata dei contagi ha davvero picchiato duro causando conseguenze importanti per il mondo della ristorazione». A fronte del problema serio della diminuzione della clientela, i ristoratori rispondono in maniera differente, mettendo, però, sempre al primo posto la sicurezza. C’è anche chi raggiungerà «le persone che non possono venire al ristorante con il servizio di consegna a domicilio – fa sapere Salvatore del ristorante pizzeria “Luna Blu” –. Sono stato sveglio fino alle 4 di ieri notte per cercare di creare un sistema di prenotazione facile e veloce». Anche per Capodanno il cenone sarà «a portata di casa». «Sarà possibile prenotare il menù di Capodanno o singole portate alla carta, tramite un link direttamente dallo smartphone o tramite prenotazione telefonica – aggiunge Salvatore –. Il nostro impegno è davvero tanto, la pandemia ci ha insegnato che per resistere dobbiamo saperci reinventare».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

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