×
×
☰ MENU

Il caso

Scomparsi nel nulla sei cinghiali investiti in strada

Scomparsi nel nulla sei cinghiali investiti in strada

13 Gennaio 2022,03:01

Noceto Una striscia di sangue sull’asfalto. Oppure i solchi lasciati dalle ruote di un trattore nel percorso che dalla strada porta oltre i campi. E’ quanto rimane di due cinghiali recentemente investiti e uccisi. Ma sono molti di più, almeno sei, gli incidenti nei quali degli animali - morti sul colpo, o nel giro di pochi minuti – non si è trovata la carcassa. Lunedì scorso, sulla provinciale tra Noceto e Medesano, un uomo ha urtato con l’auto un cinghiale e, come previsto dal codice della strada, si è fermato per prestare i soccorsi. Visto che l'ungulato era ancora vivo, si è premurato di chiamare il Rifugio Matildico per cercare di salvarlo ma, mentre i volontari si dirigevano sul luogo dell’incidente, l’animale è morto. A quel punto, visto anche il freddo della notte, i volontari hanno deciso di farsi mandare la posizione esatta e concedere all’investitore di tornarsene a casa. Ma, una volta arrivati là, del cinghiale – fotografato dal ciglio della strada - non c’era più traccia. Curiosamente, però, a terra c’erano segni delle manovre di un trattore e una «pista» che portava oltre i campi. L’ipotesi che si sta facendo strada è che in questi casi qualcuno abbia deciso di portare a casa il frutto di una «caccia alternativa» e, magari, farne un ragù.

Una scelta che, oltre ad essere un reato - gli animali selvatici sono patrimonio dello Stato – non è saggia sotto il profilo sanitario. «Da un punto di vista igienico sanitario, è da evitare il consumo di animali trovati morti proprio perché non si conosce lo stato sanitario che ne potrebbe aver causato la morte» ricorda il dottor Cosimo Paladini, direttore sanità animale dell'Ausl di Parma. E proprio sui cinghiali l’attenzione è altissima, dopo il caso di peste suina africana registrato in Piemonte e i due casi «sospetti» tra Piemonte e Liguria. La peste suina africana è una malattia virale solitamente letale per cui non esistono vaccini né cure e, pur non avendo conseguenze sull’uomo, il rischio è che, senza le dovute precauzioni, possa arrivare ai suini degli allevamenti.

La prudenza ha quindi suggerito alla Regione Emilia Romagna di imporre il blocco della caccia collettiva al cinghiale, la caccia vagante con l’ausilio di cani e l’attività di «controllo» del cinghiale in forma collettiva nelle province di Piacenza e Parma. «Vista l’attuale situazione epidemiologica è ancora più importante segnalare il ritrovamento di cinghiali morti o in difficoltà – aggiunge Paladini -. Solo per segnalare il ritrovamento si può anche chiamare il numero 051-6092124, in aggiunta è possibile effettuare la segnalazione tramite l’applicativo web Segnalaparma che permette di fotografare e geolocalizzare l’evento».

Chiara De Carli

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI