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PARMA 2020+21

Marilena, la stacanovista della capitale della cultura «Volevo rendermi utile per la città»

Marilena, la stacanovista della capitale della cultura «Volevo rendermi utile per la città»

di Giovanna Pavesi

16 Gennaio 2022,03:01

L’immagine è quella di una nave che finalmente entra in porto, dopo aver attraversato «mari imprevedibili». Nelle parole dell’assessore alla Cultura, Michele Guerra, l’ultima istantanea che Parma Capitale restituisce ai suoi cittadini è quella di una moltitudine di progetti, attraversati dalla pandemia e portati avanti anche grazie all’aiuto di oltre 400 persone iscritte al programma di volontariato culturale. E ieri mattina, all’auditorium della Casa della Musica, una parte di loro, cioè i volontari più costanti, è stata celebrata con un riconoscimento per la partecipazione spontanea al biennio di Parma Capitale italiana della Cultura 2020+21.

Appartengono a generazioni e contesti diversi e per Guerra rappresentano «uno degli effetti più belli di questo lungo progetto di città, che è destinato a rimanere, tra le tante eredità». «Quella dei volontari è una storia di impegno e di cura per Parma: dei nostri eventi loro, che osservavano e presidiavano, erano l’elemento che colpiva di più – ha spiegato l’assessore -. Con il loro sguardo, queste persone ci hanno aiutato a comprendere meglio la vita della città, dialogando con noi e mettendo la propria parola al servizio dell’efficienza del progetto. Auspico, e sono certo, che il volontariato in campo culturale possa diventare una realtà solida e un nuovo spazio di riflessione».

Alla premiazione, oltre all’assessore, e al sindaco, Federico Pizzarotti, anche la coordinatrice Francesca Velani, che ha sottolineato come «M’impegno a Parma» sia cresciuto: «Dando forma alla collaborazione fra terzo settore e pubblico, può crescere, diventando un portale di volontariato per tutto».

«Più che mai c’è bisogno di persone che creino relazioni e reti di prossimità – ha dichiarato Arnaldo Conforti, direttore di CSV Emilia, tra i partner di questo progetto -. Diverse le persone in condizioni di fragilità diffusa e la cultura è un grande strumento per il Welfare: aver avvicinato tanti a fare volontariato in modo diverso, ma molto utile, è importante per la comunità».

Per Pizzarotti, ribadendo come sia più complesso avvicinare il tema del sociale alla cultura, «il bello inizia adesso: con questa piattaforma ci sono un modello e dei sistemi, che vanno alimenti, scaldati con i cuori e portati avanti».

Nel corso delle celebrazioni, oltre ai premiati, hanno ricevuto riconoscimenti anche Umberto Vitali, che ha frequentato tutti gli appuntamenti in programma, e Marina Pedrelli, molto applaudita dalla platea, che ha intercettato, formato e organizzato la rete di volontari in tutti gli eventi. «L’esperienza della gratuità e del donare una piccola cosa come il proprio tempo è stato bello: è stato come fare un regalo, con molto piacere, a qualcosa o a qualcuno, in questo caso alla comunità. Mi ha fatto molto piacere», ha detto Maria Grazia Maccari, una dei premiati, che si è detta felice anche di aver potuto osservare «qualcosa dal backstage». Manuela Michieli, invece, viene dalla Lombardia, ma vive a Felino da quasi 16 anni e osserva la sua pergamena commossa: «Quando sono arrivata mi sono sentita persa e camminare per le strade di questa città mi ha calmato molto, perché la bellezza aiuta. Quando si è presentata questa occasione, pur lavorando, ho deciso che era il momento di restituire qualcosa di ciò che Parma mi aveva dato. Pensavo di riconsegnare qualcosa e, invece, sono ancora più in debito». «Amo molto la mia città e il fatto di mettermi di fronte a persone che hanno bisogno – ha aggiunto Ginetta Donelli, che nel volontariato ha trovato una dimensione che vorrebbe coltivare -. Come volontaria ho partecipato a molti eventi diversi: il primo è stato un concerto rock, in via Montanara, poi c’è stata la commemorazione dell’8 agosto e La Milanesiana. Accogliere i partecipanti per me era bellissimo». Elzbieta Reducha è polacca, ma vive qui da circa 20 anni: «Questa città, un piccolo bijou, mi ha dato tanto e io volevo darle il mio contributo».

© Riproduzione riservata

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