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Soragna

Derubarono una pensionata, condannate madre e figlia

Derubarono una pensionata, condannate madre e figlia

19 Gennaio 2022,03:01

Soragna Più che i furti, la 79enne temeva le brutte figure o di essere presa per scortese. E così quel giorno di marzo del 2014 aprì la porta alla sconosciuta che suonava il campanello. «Non mi riconosce? Sono l'amica di...». All'uscio si presentò così una donna sulla quarantina, facendo il nome di un soragnese noto. Conta poco: basta aprire un elenco telefonico, per trovarne uno da sfoderare, fingendosi suoi amici.

In silenzio, la pensionata se la prese con la memoria che faceva sempre più cilecca. Finse di ricordare e fece entrare in casa la sconosciuta elegante e dai modi gentili. «Scusi, ma ho accompagnato mia figlia dalla parrucchiera qui vicino e ho pensato che fosse l'occasione giusta per farle visita» aggiunse la signora. Forse ci scappò anche un caffè o un bicchierino, prima che suonasse di nuovo il campanello.

«Ecco, mia figlia» esclamò la visitatrice, dicendo finalmente una verità. La ragazza entrò tenendo le mani sul ventre. Finse una colica, chiedendo dove fosse il bagno. Era una scusa: la giovane, non vista, entrò nella stanza della padrona di casa e pescò un prezioso orologio dal comodino. Quindi, dopo essere passata dal bagno, tornò in salotto fingendo di stare meglio. Poi le due furono prese dalla fretta: dovevano andarsene, la missione era compiuta.

Presto, la 79enne si accorse del furto e avvertì i carabinieri. Le indagini permisero di risalire a due rom, allora di 46 e di 22 anni - effettivamente madre e figlia - domiciliate a Reggio. Ieri le donne, comparse davanti al giudice Giuseppe Saponiero e al pm Rino Massari, sono state condannate la prima a due anni di reclusione e 400 euro di multa, l'altra a un anno e 4 mesi. Chissà se lo saprà mai la loro vittima, ormai non più in grado di badare a se stessa.

rob.lon.

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