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PERSONE FRAGILI

Terza dose, 340 «intrasportabili» ancora in attesa del booster a domicilio

Terza dose, 340 «intrasportabili» ancora in attesa del booster a domicilio

di Pierluigi Dallapina

26 Gennaio 2022,03:01

Prima hanno protetto i più fragili, cioè gli ospiti delle strutture per anziani e per disabili. Poi, poco prima di Natale, hanno iniziato a bussare alla porta delle mille persone a cui la terza dose andava portata direttamente a casa. Fino ad oggi l'Ausl ne ha vaccinate circa 600 e le altre verranno immunizzate con lo scudo della dose «booster» entro febbraio.

Giusto per essere chiari, questi numeri si riferiscono al distretto di Parma, uno dei quattro distretti sanitari in cui è divisa la provincia.

Gli «intrasportabili»

È una questione di priorità. E di risorse a disposizione quella che ha regolato il calendario delle terze dosi agli «intrasportabili». Una definizione usata dall'Ausl per indicare appunto tutte quelle persone che non sono ricoverate in una struttura, ma che non possono uscire di casa per raggiungere un centro vaccinale.

L'elenco dei mille «intrasportabili» che hanno ricevuto, o che a breve riceveranno, la terza dose comprende soprattutto anziani e disabili con gravi problemi di salute.

Usca e infermieri

La somministrazione del vaccino a domicilio è affidata alle Usca e agli infermieri dell'Ausl e le visite a casa sono iniziate pochi giorni prima di Natale. Per la precisione il 22 dicembre. «Le stesse equipe prima hanno vaccinato gli anziani e i disabili ospitati nelle strutture, perché si è voluto dare priorità ai soggetti più fragili», spiega Romana Bacchi, sub commissario sanitario dell'Ausl dal 15 settembre 2020. Nelle residenze, la vaccinazione è stata affidata anche ai medici delle strutture.

«Su Parma sono attive complessivamente quattro Usca per le vaccinazioni e le visite domiciliari, che in questo periodo sono riprese con molta intensità», avverte Bacchi, confermando che siamo in piena quarta ondata pandemica. Ma l'equipe deputata alla somministrazione domiciliare della terza dose, per ora, è una.

Lo «scudo» di Moderna

«Sono già state vaccinate circa 600 persone, mentre altre 340 sono in attesa di ricevere la terza dose. Restano da somministrare a domicilio anche una ventina di prime dosi, che verranno fatte nell'arco di una giornata», aggiunge Bacchi. «Oltre mille pazienti sono stati presi in carico dai medici di medicina generale», specifica.

Agli «intrasportabili» è destinato il vaccino prodotto da Moderna e ogni giorno vengono somministrate una ventina di dosi.

Nella prima tornata, quella delle prime e delle seconde dosi, i vaccinati a domicilio sono stati 2.800.

Ieri invece è stato perfezionato e prorogato fino al 31 marzo l'accordo con i medici di famiglia che disciplina sia le vaccinazioni domiciliari che quelle negli hub e nei loro ambulatori.

Il 50% dei medici di medicina generale del distretto di Parma (sono 128) parteciperà alle somministrazioni domiciliari, mentre l'80% ha detto sì - tra i vari luoghi - a Cra, ambulatori, medicine di gruppo o hub vaccinali.

 

© Riproduzione riservata

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