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IL CASO

Green pass, a Fornovo negozianti in rivolta

Green pass, a Fornovo negozianti in rivolta

di Donatella Canali

27 Gennaio 2022,03:01

No alla discriminazione. A pochi giorni dall’entrata in vigore del Dl 5 gennaio 2022, che impone a diversi esercizi commerciali, oltre che agli uffici pubblici, il controllo del Green pass ai loro clienti e utenti, alcuni esercizi fornovesi non ci stanno. Hanno infatti esposto sulla vetrina un documento con il quale dichiarano la loro contrarietà a questo provvedimento, che ritengono anticostituzionale.

Un «movimento» che, spiegano, non va incasellato nella contrapposizione sivax-novax, ma nato spontaneamente e che, nei prossimi giorni, potrebbe vedere nuove adesioni.

«Questo esercizio - si legge infatti nel documento - intende rispettare la Costituzione della Repubblica Italiana pertanto non chiederà il green pass per l’accesso nel locale in quanto l’articolo 54 della Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi”».

Il cartello affiso continua così: «Considerato che, per la gerarchia delle fonti del diritto, un decreto legge non può modificare o abrogare la Costituzione; che il green pass è discriminatorio e viola diversi articoli della Costituzione, la normativa sulla privacy oltre al regolamento Europeo attualmente in vigore, che vieta ogni discriminazione tra vaccinati e non vaccinati, questo esercizio resta fedele alla Costituzione della Repubblica e, pertanto, non darà seguito alle leggi che la violano. Si avvisa inoltre il personale in divisa addetto ai controlli che, dietro minaccia di una sanzione amministrativo o la chiusura temporanea dell’attività, cercherà di costringere il gestore al NON rispetto dei dettami della Costituzione che prevede che “i funzionari e i dipendenti dello Stato degli enti pubblici sono direttamente responsabili secondo le leggi penali civili e amministrative degli atti compiuti in violazione dei diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo stato e agli enti pubblici». La presa di posizione potrebbe quindi allargarsi a macchia di leopardo.

«Non siamo legati a gruppi o associazioni - spiegano gli aderenti - ma abbiamo fatto questa scelta spontaneamente, perché ci troviamo di fronte ad una violazione plastica dei diritti. Abbiamo voluto gettare un sasso nello stagno perché riteniamo questo provvedimento discriminatorio e illegittimo, come confermano i tanti ricorsi: abbiamo detto ai nostri clienti che ci chiedono informazioni in merito che non abbiamo l’autorizzazione per controllare i green pass, che sono nati con altre motivazioni». Dalla Polizia locale nessun commento.

Do.C.

© Riproduzione riservata

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