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CIRCONVENZIONE

Quell'amica con trent'anni in meno che prosciuga il conto del 94enne: condannata

Quell'amica con trent'anni in meno che prosciuga il conto del 94enne: condannata

di Georgia Azzali

27 Gennaio 2022,03:01

Si erano conosciuti tra un ballo e l'altro in un circolo per anziani. Lui, a 90 anni, era ancora autonomo, amava passare ore in compagnia, lontano dalla solitudine di casa. Molto più giovane lei, quasi trent'anni di meno, eppure con Mario (lo chiameremo così) era nata quasi subito una bella amicizia. Quei pomeriggi insieme al circolo, tra il 2013 e il 2014, avevano dato un senso nuovo alle giornate. E dopo qualche tempo lei era diventata il punto di riferimento di Mario: la donna con cui condividere le giornate, che si prendeva cura di lui. Ma dopo qualche anno avrebbe cominciato a mostrarsi avida, a chiedergli denaro fino a far trasferire 20.900 euro dal libretto postale dell'uomo, su cui lei -parmigiana, oggi 69enne - aveva la firma, a un suo libretto postale. E poi? Tanti saluti a Mario. Un'operazione che l'ha fatta finire sotto processo per circonvenzione di incapace e appropriazione indebita. E ieri è arrivata la condanna con rito abbreviato (quindi scontata di un terzo) a 1 anno e 4 mesi, come richiesto dal pm Ignazio Vallario. Il gup Adriano Zullo le ha concesso la sospensione della pena e la non menzione, ma ha anche disposto il risarcimento di 20.900 euro alla famiglia dell'uomo, che si è costituita parte civile: una somma che potrà anche venire dal dissequestro del libretto postale della donna con il contestuale versamento dei soldi agli eredi di Mario, che nel frattempo se ne è andato.

La sua tempra forte si era pian piano indebolita dopo che si era reso conto che il suo conto era stato prosciugato. Uno smacco. Improvvisamente indifeso, colpito alle spalle dalla persona di cui si fidava. Eppure, secondo la difesa della donna, il trasferimento dei soldi era stata una scelta autonoma di Mario, un modo per mettere al riparo i suoi soldi dalle pretese dei familiari con cui non aveva più rapporti.

Ma la trama sarebbe un'altra. Era stato Mario stesso, a metà maggio del 2017, a raccontarla ai poliziotti quando, accompagnato dal marito di sua nipote, aveva deciso di querelare la donna. Aveva fatto un passo indietro, al 2016, spiegando che più volte l'amica gli aveva chiesto di mettere anche la sua firma sul libretto postale in cui c'erano tutti i suoi risparmi. E dopo un po' Mario aveva ceduto, anche perché lei avrebbe cambiato atteggiamento nei suoi confronti: dura, spesso aggressiva.

Alla fine di aprile del 2017 lo aveva poi convinto ad andare all'ufficio postale: «Non ricordo bene cosa sia avvenuto e se ho firmato qualcosa». Lo scoprirà un paio di settimane dopo, guardando il saldo (di poche decine di euro) del suo conto. Gli altri 20.900 euro? Trasferiti, quando era stato trascinato in posta, su un libretto che la donna aveva aperto il giorno stesso a suo nome. Lo stesso giorno in cui, salutandolo dopo essere usciti dall'ufficio, gli aveva dato il benservito: «Non voglio più vederti», gli aveva detto. E si era effettivamente eclissata.

Georgia Azzali

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