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Esami radiologici

Sverzellati: «Le polmoniti più severe? Nei pazienti che non sono vaccinati»

Sverzellati: «Gravi polmoniti da Covid? 40 tac al giorno. Tutti non vaccinati»

di Mara Varoli

29 Gennaio 2022,03:01

In questa ultima ondata, con la variante Omicron sono raddoppiati i contagi e a gennaio gli esami radiologici per le polmoniti causate dal Covid sono aumentate: nelle ultime settimane sono state eseguite fino a 40 tac al torace al giorno, conferma Nicola Sverzellati, direttore di Scienze radiologiche dell'azienda ospedaliera universitaria di Parma.

L'Unità di Scienze radiologiche dell'ospedale Maggiore è dedicata alla patologia Covid? In che modo?

«L’Unità operativa di Scienze radiologiche sta supportando la gestione clinica dei malati Covid - spiega Nicola Sverzellati -, in particolare dedicando parte delle risorse tecnologiche e professionali. Infatti, la Tac collocata al padiglione Barbieri è impiegata esclusivamente per i pazienti Covid, in relazione ai bisogni clinici delle "ondate" subentranti. Tuttavia, il coordinamento tra tutte le UO di diagnostica per immagini, l’acquisizione di nuove apparecchiature radiologiche (con particolare riferimento ad una nuova Tac di ultima generazione) e l’assunzione di medici, tecnici ed infermieri da parte dell'Azienda ospedaliera universitaria di Parma consentono di continuare l’attività ambulatoriale senza sostanziali differenze rispetto agli anni precedenti la pandemia. La continua gestione ottimizzata delle risorse, ci sta consentendo anche di portare avanti progetti di studio importanti, come il progetto Peoplhe sullo screening del tumore polmonare».

In questo periodo gli accessi per polmonite da Covid sono aumentati? E rispetto alla prima ondata sono diminuiti?

«In questa ondata, l’incremento di casi di contagio è stato seguito dall’incremento della richiesta di esami radiologici, con progressivo aumento nelle settimane di gennaio. Siamo arrivati ad eseguire fino a 40 Tac del torace al giorno durante questo periodo. I numeri, sono sicuramente inferiori rispetto a quelli del 2020, e questo anche alla luce della progressiva ridefinizione del ruolo dell’imaging (diagnostica per immagini) nella gestione della polmonite Covid».

Con le varianti che si sono diffuse si è visto anche un cambiamento delle polmoniti da covid o sono sempre uguali?

«Non ci sono ancora evidenze scientifiche che dimostrino come la nuova variante Omicron determini polmoniti di aspetto differente rispetto a quelle associate alle altre varianti. Nell’esperienza dei medici radiologi dell’Azienda ospedaliero universitaria di Parma, le polmoniti sono rimaste sempre uguali in questi anni».

Che persone accedono di più a questo servizio? Donne o uomini e di che età?

«Per i dati di cui siamo a conoscenza, non sono evidenti differenze significative rispetto a prima per quanto riguarda l’età e il genere dei pazienti: non ci sono rilevanti differenze rispetto al 2020, ovviamente la maggior parte delle persone che alla Tac vediamo presentare una polmonite severa sono non vaccinate. Inoltre, anche se sappiamo che la variante Omicron infetta più facilmente i giovani, solo sporadicamente sono stati studiati con imaging pazienti pediatrici, a conferma del fatto che molto raramente sviluppano polmoniti severe».

I fumatori sono più a rischio?

«Si dice sempre che il fumo sia un rischio per tutto».

Un'Unità che ha la forza di avere una tecnologia importante per una diagnosi all'avanguardia?

«Sì - chiude il direttore di Scienze radiologiche dell'azienda ospedaliera universitaria di Parma Nicola Sverzellati -, la tecnologia disponibile è stata pressoché totalmente rinnovata negli ultimi 4 anni includendo Tac ed ecografo, e concludendo con l’attuale sostituzione dell’apparecchiatura radiologica in fase di ultimazione in queste settimane».

© Riproduzione riservata

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