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I CIRCOLI

Giovane Italia, quasi un secolo e guarda avanti

Giovane Italia, quasi un secolo e guarda avanti

di Antonio Bertoncini

08 Febbraio 2022, 03:01

La vecchia signora prende il «Gerovital». Arroccata sul suo bastione di Porta Santa Croce, ormai prossima ad accendere le cento candeline, la Giovane Italia si ostina a tornare giovane, perché – come dice il suo presidente Maurizio Zallio, da due anni alla guida del sodalizio – «più l’albero affonda le sue radici, più i rami guardano verso il cielo».

E’ un venerdì sera come tanti nei locali di piazzale Santa Croce. Per arrivarci bisogna fare una trentina di gradini abbastanza ripidi, perché la storica porta è aggrappata su un terrapieno che sovrasta il Giardino Ducale e dal terrazzo domina sulla piazza antistante. Il colpo d’occhio all’entrata è di quelli che fanno sentire fuori dall’ordinaria banalità: pareti bianco – amaranto che riproducono gli originali colori sociali, e nelle stanze principali lo scudo diviso in due con gli stessi coloro e la scritta «Giovane Italia – 1927 A.S.», che stava per associazione sportiva.

E quello stemma di sport ne ha vissuto tanto: «Indossando quella maglia – ricorda Maurizio Zallio - hanno tirato i primi calci al pallone Alberto Michelotti (socio da sempre del circolo, che poi ha trovato gloria con la giacchetta nera) e Bruno Mora, mitica ala destra degli anni sessanta, genio e sregolatezza, parmigiano Doc, venuto a mancare troppo presto». Oggi la Giovane Italia conta 70 soci effettivi (quelli che compongono gli organi ufficiali) di età media piuttosto elevata, ma ha un numero ben più alto di soci simpatizzanti, abituali frequentatori, quelli che dovrebbero dare nuovo vigore alla pianta con le sue ancor solide radici.

In effetti il locale, specialmente nei week end, è affollato da tanti ragazzi, che hanno scoperto un nuovo luogo per trascorrere qualche ora in compagnia davanti ad un caffè o ad un bicchiere di malvasia, meglio ancora se la serata prevede un concerto jazz o blues. E se ci si ferma per la serata, la cena è alla portata di tutte le tasche.

«Sport, musica e cultura sono le nostre costanti principali attività – spiega Zallio – cerchiamo di tenere insieme tutti, offrendo a ciascuno le proposte più adatte. Purtroppo la pandemia non ci ha risparmiato, ma puntiamo decisamente al rilancio. Per il calcio ora abbiamo solo una squadra a sette, teniamo viva l’attività. Qui è attivo il Forum Cultura, con il quale stiamo programmando una serie di incontri su vari argomenti con esperti e studiosi, che vorremmo diventassero settimanali. Anche il Comitato spettatori teatro Regio ha sede da noi. Il venerdì, il sabato e la domenica facciamo concerti live di musica leggera e jazz». «Ma non si balla e non si gioca a tombola. Il motivo è molto semplice – fa rilevare il presidente – questi 28 gradini che ci separano dl piano strada sono una montagna per chi è su d’età o ha qualche problema fisico, ma noi non vogliamo perdere il rapporto che ci lega ai nostri soci meno giovani e alle tradizioni del circolo. E’ indispensabile installare un ascensore. Il locale è del Comune, l’intervento è fattibilissimo senza alterare la struttura storica dell’edificio, anzi esiste già un progetto, e il Comune proprietario pare si stia muovendo per consentirci di superare questa gigantesca barriera».

Come avviene ormai per molti circoli che operano senza scopo di lucro, la gestione del locale e la ristorazione sono affidati ad una società esterna, la ATOMAR, nota come “daMAT”, che gestisce anche esposizioni temporanee (al momento alle pareti ci sono i quadri di Salvatore Daddi) e attività musicali: «Siamo qui da pochi mesi – esordisce il giovane presidente della società Andrea Bevilacqua, tornato a Parma nel 2017, dopo esperienze a Bruxelles e Roma – siamo arrivati giusto prima dell’attuale ondata di pandemia, ma ci abbiamo scommesso, perché è un posto che merita attenzione e vogliamo che sia sempre di più quella culla della parmigianità che è nel suo DNA. Per questo proponiamo cene tradizionali con salumi, tortelli, anolini e cavallo. Ma qui si fanno anche aperitivi, concerti blues e jazz, e intrattenimenti musicali, valorizzando i gruppi di Parma e gli allievi del Conservatorio, partite di calcio, e si vede il Parma su grande schermo. Abbiamo in programma anche una curiosa “cena con delitto” con spettacolo teatrale durante la cena e gara fra i commensali per scoprire l’assassino. Questo è un punto di riferimento storico dell’Oltretorrente e vogliamo che torni al livello che merita».

Ma c’è anche la solidarietà: i “daMAT” collaborano con Ciac e Pozzo di Sicar, organizzando eventi culturali e inserendo ragazzi al lavoro nelle cucine dei locali da loro gestiti, Giovane Italia compresa. Anche l’attenzione per chi si trova in difficoltà è parte di una tradizione che l’associazione non ha alcuna intenzione di abbandonare.

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