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TRUFFA

Quei lavori pagati e mai fatti: artigiano condannato

Quei lavori pagati e mai fatti: artigiano condannato

15 Febbraio 2022, 03:01

Non una scelta casuale. Perché quell'artigiano vantava una lunga esperienza a Parma nel campo del montaggio di tende e infissi. Paolo (lo chiameremo così) si era fidato del «curriculum», oltre che dei consigli di alcuni conoscenti. Eppure, nonostante il versamento in anticipo di 1.650 euro, non è mai riuscito a vedere nemmeno l'inizio dei lavori. E ieri l'artigiano, 64 anni, è stato condannato per truffa a 5 mesi e 100 euro di multa, in linea con la richiesta del pm Massimo Porta. Il giudice Beatrice Purita gli ha concesso la sospensione della pena e la non menzione sul casellario giudiziale, ma per poter beneficiare della condizionale il 64enne dovrà risarcire Paolo: 1.650 euro il danno riconosciuto, ossia la somma sborsata per i lavori fantasma, che l'artigiano dovrà versare entro 30 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza per far sì che la pena resti sospesa.

Per mesi Paolo aveva pensato (sperato) che le persiane richieste sarebbero arrivate e sarebbero stati fatti i lavori concordati. Si era fatto mille domande sul perché del ritardo e aveva cercato più volte di avere rassicurazioni dall'artigiano, ma dall'altra parte non erano mai arrivate risposte convincenti.

Aveva pazientato a lungo, chiedendo anche consiglio a un conoscente carabiniere. Così a lungo che si era poi presentato in caserma a fare denuncia diversi mesi dopo, nonostante il militare amico gli avesse detto fin da subito che l'unica strada per poi procedere sarebbe stata quella della querela. «Sì, ho aspettato, perché credevo che la situazione potesse risolversi. Speravo si riuscisse a convincerlo a fare i lavori. E poi io ero in uno stato di depressione», ha spiegato al giudice quando gli è stato chiesto perché avesse atteso così tanto.

D'altra parte, sul fatto che Paolo avesse effettivamente sborsato quei soldi non c'erano dubbi: il 4 aprile 2019 aveva infatti fatto partire un bonifico bancario di 1.650 euro verso il conto corrente intestato all'artigiano. Somma mai restituita e lavori mai effettuati. Ed è così che, nonostante quella querela presentata decisamente fuori tempo massimo, è comunque scattata la condanna.

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