Fontanellato
Fontanellato Undici computer ormai «datati» e qualche monetina della macchinetta del caffè: è il «bottino» dei ladri che nella notte tra martedì e mercoledì hanno preso di mira la scuola media Pigorini di Fontanellato. Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati gli operatori scolastici che, appena entrati nell’edificio, hanno notato un inconsueto disordine.
Allertato il preside Giacomo Vescovini e i carabinieri di Fontanellato, sono subito iniziate la conta dei danni e la ricerca di indizi e tracce lasciate dagli autori del furto. Ricerche che, naturalmente, sfrutteranno anche il sistema di telecamere che «copre» il quartiere delle scuole. «La zona è videosorvegliata e siamo fiduciosi che i carabinieri e la polizia locale arrivino a dare presto un nome ai ladri – ha affermato il vicesindaco con delega alla sicurezza Mattia Rivara -. Al di là delle indagini, mi preme condannare questo gesto vile che ha danneggiato in primis i ragazzi che frequentano le scuole e che in questi ultimi due anni hanno dovuto sopportare già troppi disagi e rinunce a causa del covid. I computer sottratti non hanno un valore economico che li potesse rendere appetibili, ma servivano al funzionamento delle lavagne multimediali e costituivano un valore aggiunto alla didattica».
Il valore degli oggetti rubati e le monetine trafugate sono infatti ben poca cosa rispetto all’amarezza che il gesto ha lasciato in tutta la comunità. «Un furto - commentato il sindaco Luigi Spinazzi - non è mai accettabile, nei confronti della scuola più ancora: è un’istituzione chiave per la società e dovrebbe esser rispettata da tutti. E’ un gesto incomprensibile e io spero che queste persone vengano identificate: al di là dei passaggi previsti dalla legge, nel caso si rivelassero minorenni o persone del posto, mi piacerebbe incontrarli. Noi abbiamo il dovere di dialogare e di dare tutti gli strumenti per una crescita della comunità, ma va anche rimosso il senso dell’impunità».
E già ieri mattina Vescovini si è attivato per non far subire agli studenti le conseguenze del furto. «Da quello che abbiamo potuto capire, sono entrati forzando una delle porte antipanico della mensa e sono arrivati nel corridoio degli uffici, dove hanno preso i soldi dalla macchinetta del caffè. Visto che il bottino non era particolarmente ricco, hanno fatto un giro per la scuola e hanno portato via sei pc che erano collegati alle Lim delle classi e altri cinque pc decisamente datati che tenevano impilati in una stanza per “emergenza” e che non hanno un valore. Fortunatamente abbiamo un’assicurazione che coprirà il danno almeno in parte e la nostra dotazione ci ha già permesso di rimettere in funzione le lavagne. Quello che dispiace è che la scuola dovrebbe essere un luogo da non sfregiare. Ma poi mi chiedo, cosa pensano di trovare di valore dentro una scuola?».
Chiara De Carli
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