IL CASO
Insultato e minacciato da un genitore, l’allenatore salsese Rino Lavezzini, attualmente alla Massese, squadra che milita nel campionato di Eccellenza, ha deciso di dire «basta» dimettendosi dalla guida tecnica della compagine toscana.
Lavezzini era subentrato a stagione in corso portando in tre mesi, ed otto partite, la Massese dai bassifondi della classifica alla zona playoff: la decisione è maturata nei giorni scorsi dopo la partita contro il Signa quando l’allenatore salsese è rimasto scosso dagli insulti e dalle minacce rivolti nei suoi confronti da un genitore che ritiene Lavezzini colpevole di non far giocare il figlio.
«Sono rimasto scosso da quanto accaduto – afferma – Lascio perché nell’ultimo periodo ho ricevuto minacce ed ho paura: alla mia età non me la sento di mettere a repentaglio l’incolumità mia e della mia famiglia. Sia chiaro, società e ultras non c’entrano nulla in questa decisione, anzi la società ha cercato in tutti i modi di farmi cambiare idea senza riuscirci. Quando sono stato chiamato ho scelto di assumere la guida tecnica della Massese perché è una squadra composta in prevalenza da giovani e a me piace lavorare con loro facendoli crescere sia da un punto di vista professionale che umano. Però di fronte a certi episodi, che fanno solo male al calcio, non si può rimanere indifferenti. Alla mia età non ho più nulla da dimostrare e non ho scelto di allenare per motivi economici: ciò che mi ha spinto ad accettare sono stati la passione ed il divertimento. Speravo di poter rimanere a lungo per costruire qualcosa ma così purtroppo non è stato».
Rino Lavezzini ha iniziato la carriera da tecnico nella Combi, dove ha allenato, tra gli altri, Gianfranco Circati, proseguendo poi, tra le altre, nel Parma, nel Montevarchi in serie C (dove vinse il premio come miglior allenatore di categoria), nella Carrarese, nel Catanzaro, nel Mantova, nel Genoa, nel Vicenza e nel Padova.
Lavezzini ha avuto alcune esperienze anche all’estero in Lituania, in Romania, a Singapore ed in Portogallo.
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