Fontevivo
Fontevivo Poteva finire davvero male la scampagnata in bicicletta fatta sabato dal 56enne fontevivese Matteo Puglia. Appassionato di due ruote, aveva sfidato l’aria frizzantina della mattina per regalarsi un giretto verso la collina in compagnia di alcuni amici.
I rischi e la reazione
Ma nel rientro, poco dopo l’ora di pranzo, la giornata di svago si è irrimediabilmente guastata e solo per un caso non ci sono state conseguenze drammatiche.
«Erano più o meno le 14 e ci trovavamo tra Ramiola a Felegara, in fila indiana e completamente a destra, quando una Fiat Panda color grigio chiaro ci ha sorpassato», ricorda Matteo. «Ero a metà della fila e, a un certo punto, ho sentito uno “schiaffo” con lo specchietto retrovisore sulla mia coscia sinistra». Nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa era successo che lo specchietto ha agganciato il manubrio, portandosi dietro bicicletta e ciclista. Solo il senso dell’equilibrio e la velocità di reazione hanno salvato Matteo Puglia da una brutta caduta. «Sono stato trascinato in mezzo alla strada, finché lo specchietto della Panda si è chiuso, o rotto, liberandomi dall’aggancio. Fortunatamente sono riuscito a rimanere in strada e me la sono cavata solo con un grande livido sulla coscia, una leva rotta e i pantaloni strappati».
La Panda «pirata»
Un danno tutto sommato limitato, vista la dinamica dell’incidente, a cui si aggiunge però l’amarezza per la fuga dell’automobilista. «La Panda ha proseguito per la sua strada senza nemmeno accennare a fermarsi e, sfortunatamente, nessuno del gruppo ha pensato di guardare la targa prima di correre ad accertarsi delle mie condizioni». Ieri mattina, però, Puglia è andato dai carabinieri a sporgere denuncia, sperando che le telecamere di videosorveglianza siano riuscite a «catturare» l’auto pirata. «Spero che la mia disavventura possa servire a richiamare l’attenzione sull’importanza del mantenere la giusta distanza dalle biciclette: se fossi caduto e nel frattempo fosse arrivata un’altra auto, ora non sarei qui a raccontare dell’incidente».
Ma anche il pirata rischia: se identificato, potrebbe essere chiamato a rispondere di reati che possono prevedono pene severe, oltre che sanzioni per la patente.
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