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Dal Po in secca riemerge un relitto

Dal Po in secca riemerge un relitto

11 Marzo 2022,03:01

Polesine Zibello La magra del Grande fiume non finisce di regalare sorprese. Dopo i resti di mura della antica Polesine di San Vito, paese scomparso da secoli che si trovava nei pressi dell’attuale Polesine, a Zibello ha fatto riemergere, in modo più chiaro, ciò che resta di un vecchio barcone in legno. Un pezzo di storia del fiume, una storia laboriosa, «scritta» da uomini e donne che sul Po hanno trascorso e sudato per intere giornate.

Quello in questione è il barcone che veniva un tempo utilizzato da Ubaldo Morenghi (infatti, localmente, in dialetto tutti lo conoscono come il «Barcon ad Baldo») ed era usato per il trasporto di ghiaia e sabbia, con «tappe» che arrivavano anche fino a Venezia. L’imbarcazione, in legno, era lunga 25 metri e larga 5, funzionava e motore e aveva rimpiazzato quella precedente che era trainata dal cavallo (stando sulla via Alzaia). Il relitto è insabbiato da mezzo secolo in località «Via Lunga» e, purtroppo, col tempo, si sta sempre più sgretolando. In passato, il compianto dottor Giuseppe Riccardi, fondatore del locale Museo della Civiltà contadina, ne aveva anche proposto il recupero ma, purtroppo, l’iniziativa non era andata in porto e il barcone è ancora lì, come un vessillo che, seppur ferito, continua tenacemente ad essere testimone della laboriosa storia del Po. Tra l’altro, nel Museo della Civiltà contadina di Zibello è possibile ammirare una immagine del barcone quando era in funzione. La riemersione dei miseri resti causata dalla straordinaria secca ha riservato comunque un'emozione particolare.

Paolo Panni

© Riproduzione riservata

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