Aumentano anche i ricoveri
Proprio in coincidenza con la fine dello stato di emergenza e l'allentamento delle misure di sicurezza, tornano a risalire i contagi Covid.
In città 1.743 positivi
Secondo il report periodico dell'Ausl di Parma, le persone attualmente positive, in tutta la provincia, sono 3.583: erano 1992 il 2 marzo scorso e 3.930 il 18 febbraio scorso, in quella che era la «coda» dell'ennesima ondata dopo le feste natalizie. Le persone positive in città sono al momento 1743, a Fidenza 189, a Salsomaggiore 138, a Sorbolo Mezzani 105, a Collecchio 103.
Contagi, Parma quarta
Ieri i nuovi contagiati, informa il report quotidiano della Regione, a Parma e provincia sono stati 599, il quarto numero più alto in Emilia Romagna dopo Bologna (1.159 nuovi casi), Reggio Emilia (843) e Modena (668). I nuovi casi a livello regionale sono stati ieri 5.353 e 11 i morti, di cui nessuno a Parma e provincia.
«Il virus circola»
«A marzo, dopo un calo significativo dei contagi - dice Silvia Paglioli, direttrice del Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ausl di Parma - abbiamo registrato un nuovo aumento di casi di positività, in linea con quanto accaduto a livello regionale e nazionale. Un aumento che ancora non trova analogo riscontro nei ricoveri ospedalieri, grazie anche al positivo effetto della vaccinazione, che protegge dalle forme più gravi della malattia. Con la fine dello stato di emergenza, il virus continua comunque a circolare».
Anche se i numeri si mantengono per ora contenuti, l'onda dei contagi comincia ad avere effetto anche sui ricoveri all'ospedale Maggiore. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) abbiamo 122 i pazienti Covid in tutto l'ospedale. Numero in risalita: erano 99 due settimane fa e 109 la settimana scorsa - dice Tiziana Meschi, responsabile del Covid Hospital del Maggiore - L'aumento, cominciato circa una settimana fa, è diventato più consistente negli ultimi 2-3 giorni».
Nel padiglione Barbieri sono ricoverate 89 persone tra i reparti di Medicina interna di continuità (53 pazienti al terzo piano del padiglione) e Clinica geriatrica (36 pazienti al primo piano). A questi si aggiungono 16 pazienti in Clinica pneumologica, 11 in Malattie infettive, due in Pediatria generale e d’urgenza e quattro in semintensiva. Il dato positivo: nessun paziente grave in rianimazione, dopo la dimissione, proprio ieri, di un malato trasferito in un reparto ordinario.
I malati fragili
I pazienti ricoverati, spiega Meschi, sono, oltre ai non vaccinati, persone anche con la terza e in qualche caso quarta dose, ma in condizioni di fragilità: «Polipatologici, ematologici, diabetici, cardiopatici, nefropatici, oncologici. La variante Omicron si è dimostrata contagiosissima e purtroppo il virus riesce ad attaccare anche chi ha una buona copertura vaccinale», aggiunge Meschi.
«Prudenza e vaccini»
Una situazione che impone prudenza: «Sono contrarissima a quello che sta succedendo e all'allentamento anzitempo delle misure anti-contagio, inclusa l'abolizione delle mascherine, dal primo maggio, nei luoghi chiusi: così si mettono in serio pericolo le persone fragili», dice Meschi.
«Invito i cittadini a mantenere comportamenti responsabili e, per chi ancora non lo ha fatto o deve terminare il ciclo, a sottoporsi alla vaccinazione» ammonisce Silvia Paglioli.
Monica Tiezzi
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