VIOLENZA SESSUALE E MALTRATTAMENTI
Solo due giorni prima del matrimonio in India aveva incrociato il suo sguardo. L'aveva visto camminare, con quell'incedere un po' incerto, e pronunciare le sue promesse sulla vita nuova che l'attendeva in Italia. Non voleva sposare quell'uomo, ma aveva dovuto accettare la scelta dei genitori. Si era arresa rifugiandosi nella speranza di un futuro diverso, lontano dalla miseria e dalle sopraffazioni.
E invece si sarebbe ritrovata schiava, costretta a subire le sue continue richieste sessuali, gli abusi di fronte ai no. Sola, senza quasi conoscere una parola d'italiano, ha però trovato la forza della ribellione e l'ha denunciato. Accusato di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata, l'uomo - 37enne, indiano ma da tempo residente nel Parmense - è stato condannato a 5 anni e 2 mesi. Ha potuto contare solo sullo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato. Il giudice ha anche stabilito 15mila euro di risarcimento per la donna, che si era costituita parte civile.
Indira (la chiameremo così) non può dimenticare quel giorno di marzo del 2017: un nome che entra nella sua vita, l'inizio di tutto. Era ancora nel suo Paese, e sua madre le aveva fatto leggere un annuncio sul giornale: un uomo, con un lavoro fisso in Italia, che cercava una moglie indiana. Era stata la mamma a contattarlo, perché Indira aveva già molte perplessità solo per la differenza di età: dieci anni erano troppi per lei. E quando poi lui le aveva inviato la sua foto, la sua opposizione era stata netta.
Il fidanzamento con lo sconosciuto era sfumato. Almeno così sembrava. Perché cinque mesi dopo era stato lui a rifarsi vivo: aveva capito chi avrebbe dovuto convincere per riuscire a far cedere Indira, così aveva chiamato la madre. Aveva sciorinato una marea di promesse e - soprattutto - aveva insistito sulle sue «credenziali»: un'occupazione stabile in Italia e uno stipendio che avrebbe consentito di sostenere la futura famiglia.
Indira non può scegliere. E' la famiglia che sceglie per lei, almeno secondo quanto poi scriverà nella denuncia. Le nozze vengono fissate per il 25 gennaio 2018 nel tempio sikh della sua città. Non c'è nulla che la attragga in quell'uomo, nemmeno durante la cerimonia, quando lui si mostra così dolce e pieno di attenzioni. Passano i primi diciannove giorni insieme: Indira li ricorda tutti, perché già cominciano a emergere problemi nell'intimità.
Poi lui riparte per Parma. E solo otto mesi dopo lei arriverà in Italia. Spera di poter accantonare i dubbi. Di conquistare la libertà, anche da una famiglia che le aveva disegnato la vita. Si ritroverà invece a dormire su una brandina in cucina o a patire il freddo sul balcone quando oserà ribellarsi alle sue vessazioni. Ma ha coraggio, Indira. Fa già una prima segnalazione a poche settimane di distanza dal suo arrivo. E un mese dopo fugge in strada, chiamando i carabinieri. Ora può fare la sua scelta, senza guardarsi indietro.
Georgia Azzali
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