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CULTURA

La Guanda compie 90 anni

La Guanda compie 90 anni

11 Maggio 2022,03:01

Parma celebra una delle sue più famose e prestigiose realtà culturali, la casa editrice Guanda. Sabato alle 10.30, alla Biblioteca Guanda, verrà infatti inaugurato «I 90 anni della Guanda», uno speciale programma all'interno della rassegna LIBERaVOCE per celebrare lo storico marchio editoriale. Per l'occasione verranno esposti alcuni documenti del catalogo storico della Guanda.

L'omaggio prosegue per tutto il weekend con tante iniziative: sabato sera reading poetico con Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, e, tra sabato e domenica, appuntamenti con il narratore Davide Barilli e il critico Bruno Quaranta, con il narratore Guido Conti, con il poeta e responsabile cultura della Gazzetta Emilio Zucchi e con il vicecaporedattore e critico cinematografico della Gazzetta Filiberto Molossi. Gli eventi si svolgeranno al Complesso di San Paolo e all'Auditorium del Carmine. Ecco il programma. Sabato alle 11 (nella sala conferenze del complesso di San Paolo) «Una segreta inquietudine», incontro con Davide Barilli; a seguire «Problemi d'oggi», incontro con Bruno Quaranta. Ore 16.30, l'incontro con Guido Conti «Collana clandestina»; alle 21 all'Auditorium del Carmine «Il tempo dei poeti: versi in voce», recital con Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni.

Domenica alle 11 «La Fenice», incontro con Emilio Zucchi; a seguire, «Piccola collana del cinema», incontro con Filiberto Molossi.

L'appuntamento si inserisce nel programma della prima edizione di LIBERaVOCE - Festa della Lettura ad alta voce un progetto organizzato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Parma insieme alle altre realtà aderenti al Patto di Parma per la Lettura e in collaborazione con numerosi altri soggetti del territorio che operano nel mondo dell’editoria e della promozione culturale.

Organizzatrici degli eventi sui 90 anni della casa editrice sono Mariangela ed Eleonora Guandalini, rispettivamente, la nuora e la nipote di Ugo Guanda.

«Senza niente voler togliere alla produzione letteraria modenese - sottolinea Mariangela Guandalini -, è proprio a Parma che il modenese Ugo Guanda riesce a trovare la sua piena maturità editoriale e, soprattutto, mette a frutto anche quel l'amore per la poesia che già lo aveva portato più volte a scrivere versi, come appare in alcuni suoi quaderni-diario rimasti inediti per volontà della famiglia. L'aver incontrato sulla sua strada una figura come quella di Attilio Bertolucci diede vita ad una collana editoriale, la Fenice, che resta una delle più importanti in Italia. Era un rapporto quasi quotidiano il loro, specialmente in estate, quando si ritrovavano in Appennino, Bertolucci a Casarola e Guanda in una casa vicino presa in affitto, in modo da vedersi più spesso e discutere i programmi futuri. Abitudine quella delle vacanze insieme che continuò poi anche nel mare di Tellaro. Entrambi affetti da una sorta di inquietudine esistenziale, entrambi aperti all'universalità della poesia».

La nuora del grande editore prosegue ricordando che «con ognuno degli autori pubblicati, Ugo Guanda abbia avuto rapporti che andavano molto oltre le pure pratiche editoriali. Penso a Zanfrognini che reputò sempre suo maestro di vita e con il quale esiste un carteggio molto vasto in nostro possesso, o Guido Cavani che gli fu sempre accanto, talvolta facendogli anche da magazziniere o Mario Luzi di cui pubblicò il primo libro e che gli rimase sempre amico come Luzi stesso ebbe a scrivere in una dedica ad Eleonora in occasione di una sua venuta a Parma per i 70 anni della Guanda. E che dire della famiglia Lorca presso cui, a distanza di tanti anni, mia figlia ed io fummo ospiti a pranzo in una assolata, affettuosa giornata a Granada. Ho lasciato per ultimo il nome di Antonio Delfini: il loro fu un sodalizio fatto di solida amicizia e complicità, ma anche di lunghe discussioni sui modi di intendere la vita e la politica accanto ad un buon bicchiere di lambrusco».

Eleonora Guandalini spiega che «quando, come in queste occasioni, mi capita di rivedere i titoli dei libri che il nonno Guanda ha pubblicato nel corso di tanti anni, mi ritorna quell'ammirazione sconfinata che ho sempre avuto per il suo sguardo che andava lontano, per quel suo spirito che sapeva cogliere il senso delle parole dei poeti delle Antille così come la passione gitana di Lorca, l'amore incondizionato per la libertà dei popoli così come la lotta contro ogni tipo di conformismo. Era un intellettuale scomodo e questa scomodità me lo ha sempre fatto apparire grande. Credo che eventi come quello che è stato organizzato, non debbano essere una mera rievocazione di ciò che è stato fatto, ma debbano invece servire a tener viva la memoria perché si continui a far esistere una editoria di qualità che non sia legata alla leggi di mercato, ma che pubblichi ciò che è degno di essere pubblicato, che sia espressione del libero pensiero, che faccia rivivere le parole in versi perché sono quelle che più velocemente raggiungono il cuore. Festeggiare i 90 anni della Guanda che, ancora oggi, è simbolo di editoria di eccellenza sia festeggiare insieme cultura e libertà».

A Milano, dove più di 30 anni fa la Guanda è stata rilevata da Luciano Mauri e Mario Spagnolo, sarà Javier Cercas a festeggiare la casa editrice Guanda per i suoi primi 90 anni: il 26 maggio al Teatro Franco Parenti con la presentazione del suo nuovo romanzo, «Il castello di Barbablù», e la lettura dalle poesie inedite di Luis Sepulveda di Annina Pedrini.

Nel corso dell’anno verranno riproposti in edizione speciale alcuni dei titoli più significativi presenti nel catalogo della casa editrice. A maggio saranno in libreria: «Il vecchio che leggeva romanzi d’amore» di Luis Sepulveda, «La ragazza con la Leica» di Helena Janeczek, «Ogni cosa è illuminata» di Jonathan Safran Foer, «Poesie d’amore e di vita» di Pablo Neruda, «Taccuino di un vecchio sporcaccione» di Charles Bukowski, «Dora Bruder» di Patrick Modiano. A ottobre: «Alta fedeltà di Nick Hornby», «Chiamami col tuo nome» di André Aciman, «Il dio delle piccole cose» di Arundhati Roy, «Patria» di Fernando Aramburu, «Poesie d’amore» di Jacques Prévert, «Terra Alta» di Javier Cercas, «Una barca nel bosco» di Paola Mastrocola, «L’omonimo» di Jhumpa Lahiri, «Prima del calcio di rigore» di Peter Handke.

R.C.

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